Archivi del mese: marzo 2013

RICOMINCIARE DA RIVOLUZIONE CIVILE (reloaded)

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Quello che ha spinto alla nascita di Rivoluzione Civile è qualcosa che non esclude in sè il segno di superare le contraddizioni dimostrate durante la formazione di questo nuovo Movimento: c’è stata molta confusione, errori e anche verticismi, ma questo non vuol dire che cercare di creare un movimento dal basso (questo era l’input iniziale) sia sbagliato, anzi oggi è forse l’unica soluzione

Nel nostro programma erano presenti moltissime proposte uguali a quelle del M5S eppure i voti sono andati a loro e non a noi. Questo ci deve far riflettere e riorientare il nostro intervento, che non vuol dire “imitare” il grillismo, ma cercare di recuperare il disagio sociale senza lasciarlo a personaggi come Grillo e Casaleggio.

 L’entusiasmo iniziale c’è stato. Io stesso pur essendo da sempre simpatizzante e votante di Rifondazione mi ero da tempo defilato da una politica strettamente militante, anche se mi sono impegnato sempre sulle lotte nella scuola, dove lavoro, e nelle varie crisi politiche e non mi sono mai disinteressato, scendendo sempre in piazza , infervorandomi su tutte le questioni politiche degli ultimi anni, portando in musica le mie idee, impegnandomi nell’Anpi, ecc. C’è voluto l’insieme dei movimenti come ad esempio Cambiare Si Può a farmi tornare a spendermi in prima persona per una politica attiva. Per questo dico di “sentire” che quella è la strada giusta.

L’esperienza di Rivoluzione Civile per molti, soprattutto estranei alla militanza, è stata soprattutto l’esperienza dell’entusiasmo, del bisogno di una politica svecchiata da tante cose che devono essere adeguate al momento storico, con una grande voglia di “unità a sinistra”.

 La politica è una metodologia, non un manuale di istruzioni, va applicata alla realtà del momento storico. Allora Rivoluzione Civile va rivista, si possono cambiare le persone, cambiare i metodi decisionali, intensificare l’attività in rete e la presenza nei posti di lavoro, rimodularne la struttura organizzativa, correggere gli errori, in parte dovuti anche alla “fretta” elettorale, ma non possiamo buttare via il bambino con l’acqua sporca, voglio dire buttare via l’entusiasmo di un nuovo modo di fare politica e di rapportarsi con i problemi sociali.  Per poi fare poi cosa? Per tornare al passato? La mia idea è di ripartire da qui.

 Ritrovarci sulla base dei punti condivisi che già ci sono e cercare di superare gli errori, incontrandoci di nuovo in assemblee in tutta Italia e andare avanti.

 

 Gli errori si possono sempre correggere sulla base dell’esperienza, ma l’idea di una formazione come Rivoluzione Civile che si batte contro avversari comuni e per gli stessi obiettivi al di là delle diverse anime, nell’ottica di un’unità a sinistra, resta per me l’unica strada percorribile e da percorrere anche in tempi relativamente brevi.

Io ci credo ancora e ci sto.

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