LA CULTURA GRILLINA (scusate l’ossimoro…)

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Temo che i danni che lascerà il grillismo, prima ancora che di natura strettamente politica, possano essere soprattutto di natura culturale e antropologica, un po’ come è già successo con il berlusconismo.

Parto, per introdurre il mio ragionamento, da un aneddoto personale: qualche giorno fa nel corso di uno scambio di punti di vista su FB appunto sul tema del grillismo, uno dei miei interlocutori “saltava il piano”, spostandosi su quello personale, metodo che riconosco bene, proiezione tipica di chi, non avendo argomenti per controbattere le tesi dell’avversario, cerca di delegittimarlo come persona pensando così di delegittimare anche quanto da lui sostenuto.

Il grillino in questione mi ha scritto a bruciapelo: “Su, ora dimmi come fai a essere insegnante statale, dai che ora ci divertiamo…” (?!?). Alla mia risposta che lo ero in quanto vincitore di un concorso per titoli ed esami, ha controbattuto scrivendo “Quando è successo questo, nel ’68…?”, alludendo ovviamente a un mitologico periodo in cui se eri di estrema sinistra ogni porta ti veniva aperta senza nulla pretendere. Ho cortesemente (e pazientemente…) risposto che nel ’68 non mi ero ancora diplomato e che quel concorso lo sostenni qualche anno più tardi. La sua risposta perentoria è stata: “Va be’ un concorso così lo passerebbe chiunque” (?!?)
Era quindi progressivamente passato dalla contestazione delle mie tesi, alla delegittimazione personale e a quella del mio stesso status.

Perché ho voluto citare questo episodio? Non solo perché questa forma di“dialogare” è comune a molti grillini (non a tutti, per fortuna), ma più che altro per evidenziare come la retorica populista, fatta di slogan, dell’additare in maniera manichea come “il male” tutto ciò che è diverso da sé, quasi sentendosi una razza eletta (questa cosa non mi suona nuova…), dell’istigare all’odio contro alcune categorie senza fare distinzioni, fa parte del repertorio da bar del peggior demagogico populismo.

E allora il “sono tutti uguali” diventa programma politico, sdoganato e ideologizzato da Grillo & Casaleggio. Non si fa più distinzione tra i partiti: per un grillino un compagno di SEL o di Rifondazione è identico a un politico del PDL e anche all’interno degli stessi partiti non si fa distinzione tra persone più stimabili o meno stimabili. Non conta più chi sei e cosa fai ma “l’etichetta”: sei un politico e questa etichetta è sufficiente per marchiarti. Usando un paragone certo sproporzionato storicamente (ma non come forma mentis) è quello che facevano i nazisti con gli ebrei: tutti uguali, dal grande banchiere  al commerciante, all’artigiano, superando qualsiasi differenza anche di genere ed età. Essere ebrei significava“il male” anche se eri un bambino o un vecchio e quindi meritevole di sterminio.

Il mio interlocutore di cui parlavo prima, ad esempio, identificava nell’essere uno “statale” un marchio di infamia: quindi che tu sia un bidello, un insegnante, un semplice impiegato allo sportello di un ente statale o un operaio statale, sei sempre “statale” , quindi fuori dal consesso dei “Giusti Pentastellati” e perciò meritevole di estirpazione. Sei un nemico del popolo.

L’integralismo, il razzismo, il talebanismo di una simile visione, ma ancora più l’ottusità, l’ignoranza, l’arroganza, la miopia e l’incapacità di autonomia di pensiero ad essa sottesa mi hanno sempre fatto sostenere l’enorme pericolosità di questa “cultura grillina” (scusate l’ossimoro).
Molti non la pensano come me, perché guardano più ai contenuti e agli obiettivi, moltissimi condivisi anche da me. Io invece sono più preoccupato non tanto da esiti politici, ma da una radicalizzazione di questo qualunquismo ottuso che già era presente nelle masse (anche grazie a vent’anni di berlusconismo) ma che dal grillismo viene fatto assurgere a dignità di “ideologia”.
Per dirla come la capogruppo M5S Lombardi… anche il Duce ha costruito case, ospedali e bonificato paludi, ma questo non scalfisce minimamente la sua aberrazione storica ed etica.

Tutto questo mio ragionamento non esclude che, di contro, ci siano militanti grillini che non subiscono questi effetti, che continuano a ragionare con la loro testa, che sono animati da sincera voglia di miglioramento, anche se non si sono accorti che la strada presa porta da un’altra parte… Ne conosco molti: probabilmente saranno quelli che un giorno si accorgeranno di aver sbagliato nel loro entusiasmo di cambiamento.

Ma qui non si tratta di persone ma di mentalità che si sedimentano nella cultura di massa come fu l’edonismo e rampantismo degli anni ’80  e poi quello del berlusconismo. Non temo cioè “Grillo in sé, ma Grillo in me”, in noi, nella società” (per dirla alla Gaber).

Ecco perché c’è più che mai bisogno di una sinistra forte e unita, capace di imporre nella società i suoi valori, la cultura del lavoro, del diritto, della libertà, della difesa dei deboli, dell’ambiente, delle differenze.

Proviamoci.

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web di riflessione e informazione culturale e artistica. Gestisce un blog culturale: gianluigiago.wordpress.com e un blog politico: gianluigiagora.wordpress.com Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Ha realizzato due album: "Verso le barricate del futuro" e "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org Siti musicali YouTube: - Gian Luigi Ago Video _ Dopostoria Gian luigi Ago CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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