LA FASE DUE DI AZIONE CIVILE

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La fase due di Azione Civile, a parte il nome altisonante, non è diversa dalla fase uno, anzi non è diversa dalla stessa nascita di AC. Ci siamo mai chiesti perchè esiste AC? Forse per aggiungersi all’infinità di partitini della sinistra che già esistono? Non bastavano Rifondazione, Comunisti Italiani, Partito dei Comunisti lavoratori, Sel, solo per nominare quelli più conosciuti? Io credo che il limite profondo di quella che io chiamo Sinistra, ma che, per “opportunità semantica” possiamo chiamare come ci pare, sia sempre stata la frammentazione: quale credibilità, quale forza può avere un insieme di partitini che si differenziano solo per la seconda parte di un comma e che creano, pur avendo gli stessi identici programmi e obiettivi politici, due o più strutture ognuna delle quali con Segretari nazionali, regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali e poi sedi, simboli, bandiere, ecc. ? E tutto questo mentre il potere è invece forte e unito nell’opera della macelleria sociale.
Se AC fosse nata per questo, sarebbe ancora più ridicola degli altri e darebbe adito all’affermazione: “Ma c’era proprio bisogno di far nascere un altro partitino da aggiungere ai mille della Sinistra???” E allora è logico che così non è. E chi pensa che così debba essere, che dobbiamo formare anche noi un “partito” pur chiamandolo Movimento, se uno pensa che dobbiamo cercare febbrilmente aderenti solo per diventare sempre più grandi e magari presentarci alle elezioni cercando di vincerle, ricade nella logica di frammentazione di cui dicevo prima. Ma se così non è (e così non è) perchè allora è nata AC? E’ nata proprio per superare la frammentazione, per unire ciò che è diviso anche guardando allo stesso diverso mondo possibile. La scorsa fase elettorale, ci ha costretti in due mesi a creare qualcosa di simile e si è ricorsi a Rivoluzione Civile, che non era unità, ma aggregazione, alleanza. Ma di più non si poteva fare. Una cosa ci ha però dimostrato Rivoluzione Civile: che non basta allearsi in un cartello comune. La gente ormai non abbocca più a queste mescolanze elettorali, è stufa di questi partitini.
E allora qual è la nostra mission, la nostra ragione sociale? E’ quella, e Ingroia lo ha espresso bene a Roma, di cercare di unire tutte queste forze di diverso tipo, a partire dai movimenti, dalle associazioni, dai comitati e anche da partiti in un unico soggetto politico che lavori e si presenti con una piattaforma comune. Semplificando: siamo tutti contro la Tav? Siamo tutti contro l’economia dei finanzieri europei? Siamo tutti contro una politica che distrugge le fasce sociali più deboli e crea precariato e disoccupazione? Siamo tutti per la difesa dei beni comuni? Siamo tutti contro la guerra? Siamo tutti per difendere la Costituzione? E potrei continuare a lungo… E allora: perché farlo da movimenti e partiti diversi, con simboli e bandiere diverse? Perché non cercare (e sottolineo cercare) di incontrarsi e valutare se c’è la possibilità di creare un unico soggetto politico dove possano convivere il comunista, il socialista, l’ecologista, il movimentista, ecc.? La convivenza sarebbe possibile perché tutti condividiamo obiettivi come quelli che ho elencato prima e molti altri.

Ecco perché è nata AC, per essere un insieme di persone che dice a tutti quelli che si riconoscono in quelle cose dette sopra e molte altre: “Uniamoci, usciamo dalle nostre appartenenze, dai nostri simboli, dall’arroccamento su posizioni autoreferenziali e vediamo se è possibile creare una casa comune, un nuovo soggetto politico, un fronte democratico, popolare, progressista, antifascista che ci unisca e che ci permetta di presentarci insieme come una grande forza di tutto quel popolo che oggi non ne può più di questa politica e di questa società”. E questa fase due l’abbiamo chiamata provvisoriamente “Rivoluzione democratica” ma anche qui, possiamo poi chiamarla come ci pare. E attenzione: ho sentito ancora poca comprensione e molta confusione su questo. Rivoluzione democratica non è il futuro nuovo soggetto che dovrebbe nascere, ma il percorso che porta ad esso. Lo spazio di incontro aperto e inclusivo in cui si dovrebbe discutere sulla possibilità di arrivare a un unico fronte popolare, al nuovo soggetto politico. E chi ne dovrebbe far parte? Chiunque crede in questa possibilità, chiunque crede in quella piattaforma di obiettivi e valori da scrivere insieme, chiunque sia disposto a fare un passo avanti rispetto alle proprie appartenenze, ai propri simboli, ai propri arroccamenti particolaristici.
Ecco perché al Frentani mi sono accalorato nel dire, nel mio intervento, che il problema di chi potesse o non potesse aderire era secondario, ecco perché ho parlato di noi come di un “movimento transeunte”. Il problema non è di creare un partito che si aggiunga agli altri e l’inclusività è importante soprattutto praticarla facendo anche noi un passo avanti e all’interno di quello spazio di Rivoluzione democratica insieme ad altri. Sarebbe un errore guardare esclusivamente al mezzo per stimolare questo anziché lo scopo finale; guardare il dito che indica la luna, anziché la luna. E allora ripartiamo da qui, da questa fase due con entusiasmo, partecipazione e impegno.
Il nostro Movimento è partito ufficialmente e deve essere un punto di riferimento per andare avanti nella fase di Rivoluzione Democratica nella ricerca di una massima unità. Adelante!

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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