Archivi del mese: marzo 2014

IL GIORNO DELLA MARMOTTA

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Quello che sta succedendo nella LISTA TSIPRAS mi porta ad alcune considerazioni
I fatti sono semplici per chi non si lascia trasportare dalle proprie prevenzioni.
La proposta presentata dai garanti era interessante ma molti l’hanno guardata con la puzza sotto al naso ancor prima di conoscere le regole imposte dai sei. Per quale motivo? Per una malintesa idea di decisione della base che è giusta se non scade nello spontaneismo (che è un’altra cosa) o in una sua parodia.
Tutti sanno (anche se cercano di auto convincersi del contrario..) che le riunioni “di base” non erano affollate dalle masse, ma per lo più dai soliti rappresentanti dei soliti partiti che mi risulta ovunque nei Comitati siano poi quelli che hanno gestito o patteggiato le scelte. Questo è successo anche a livello nazionale.
I Garanti hanno diverse colpe ma anche quella di aver aperto “troppo” la porta ai rappresentanti dei partiti, sotto la spinta di “aneliti di base” che chiedevano di non lasciarli soli a scegliere. Come spesso accade, la medicina è stata peggio della malattia e i Garanti diventano ora il facile bersaglio di chi già li aveva condannati in partenza, alcuni perché sapevano che lasciando solo a loro la scelta sarebbero stati impossibilitati a mettere in lista i loro uomini di apparato, altri non capendo che delle scelte “veramente” di base erano un’utopia per la situazione di mobilitazione attuale, per il tempo a disposizione, per l’inevitabile predominanza dei “soliti noti.
I Garanti si sono trovati quindi a discutere con i rappresentanti dei partiti con le solite spartizioni, veti, minacce di abbandonare la lista e si è riproposta la situazione della scelta delle liste in Rivoluzione Civile. Ma è ridicolo dire che la colpa è tutta loro. La colpa è soprattutto dei partiti che hanno replicato quanto fatto con Rivoluzione Civile. E’ ridicolo quindi dire: “I Garanti di “società civile” non sono stati meglio dei partiti di Rivoluzione Civile” perché le cose non stanno proprio così.
Che conclusioni ne possiamo trarre? Io traggo le mie: abbiamo una lista che poteva essere molto meglio ma, anche per colpa dei partiti, si sono create beghe e le solite spartizioni. Traggo anche delle conclusioni a più lungo termine. Non lasciamoci illudere dalle collaborazioni sui territori che ci sono e sono le benvenute, ma che ci sono poi sempre state nei momenti in cui era necessario battersi per obiettivi comuni. Non sono poi una grande novità… Dobbiamo andare oltre le “federazioni” di sinistra. Finché questi partiti resteranno attaccati ai loro simboli, ai loro apparati di partito, alle loro nomenclature, alla loro autoreferenzialità non faremo mai nessun passo avanti. Saremo condannati come nel “Giorno della Marmotta” a un eterno loop temporale e non faremo nulla di diverso da quello che si è fatto negli ultimi quarant’anni. La sinistra cercherà l’unità solo in situazioni occasionali, spesso e più volentieri se elettorali.., ma lo scenario resterà uguale come in un puzzle novecentesco se non ottocentesco: cioè i soliti partiti sempre uguali e una serie di movimenti satelliti. L’unica soluzione è rompere il puzzle e ricomporre le tessere in un nuovo scenario di fronte popolare unito che vada oltre la sola sinistra. Perché dobbiamo essere alternativi al PD ma anche a tutto quello che ha fatto la sinistra radicale nel suo insieme in questi anni, Se siamo ridotti quasi a niente non è solo colpa di qualche cattiva entità esterna, ma soprattutto dei nostri errori. E allora se non si capisce che dobbiamo cambiare tutto saremo destinati ai soliti errori, ai soliti partitini di sinistra, spesso topolini che si credono giganti e a guida delle masse che intanto si rivolgono invece a forze populiste e demagogiche.