Archivi del mese: luglio 2014

DISORDINE NUOVO

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Il “disordine nuovo”, così Marco Revelli a Roma, all’Assemblea Nazionale della Lista L’Altra Europa con Tsipras del 19 luglio, ha definito l’attuale fase politica, quella con cui dobbiamo fare i conti per ripartire dopo l’esperienza elettorale. Ci troviamo in una fase inedita in cui è impossibile continuare a ragionare con i metodi del passato (un passato che inizia già dal 2013..).
Le nuove composizioni sociali, le nuove dinamiche dei flussi elettorali non più identificabili e prevedibili come un tempo e i nuovi modi di governance rendono necessaria una svolta epocale che ci consenta di andare verso una soggettività (prima ancora che soggetto) che si configuri come un fronte popolare di chiara alternativa alle attuali politiche mondiali, europee e italiane, che combatta l’attacco alla democrazia che in questa fase storica, più che in altre, è l’ostacolo principale per il capitalismo, portandolo a cercare un’esautorazione dei poteri parlamentari a favore di poteri sempre più monocratici.

Noi come Azione Civile avevamo percepito fin dall’inizio questa necessità, che è stata il motivo della nostra nascita, tanto che all’art.1 del nostro Statuto del 2013 parlavamo di “rivoluzione democratica” come una nostra funzione di stimolo verso le altre forze sociali  e politiche per la creazione di un fronte popolare unitario e inclusivo che superasse gli steccati, gli arroccamenti, le autoreferenzialità e anche i metodi verticistici che sono stati per molti anni caratteristica e limite della sinistra.

Oggi la Lista L’Altra Europa con Tsipras sta andando in questa direzione.
Ci sono ancora difficoltà da superare, retaggi del passato da superare, ma c’è anche un entusiasmo e una volontà nuova di percorrere una strada che parta dalle cose condivise. Lo si è respirato nell’Assemblea e anche nei gruppi di lavoro che abbiamo costituito il 19 luglio a Roma.
C’è un punto che credo sia in questo momento dirimente e inequivocabile: la nostra totale alternatività alle politiche del governo Renzi e del PD che ormai sono una cosa unica in cui diventano risibili le “opposizioni interne” che tali non sono e anzi sono funzionali al gioco delle parti. Questo è un punto che non può più essere argomento di discussione. La nostra collocazione è totalmente alternativa alle politiche di smantellamento della Costituzione, di annullamento della rappresentatività attraverso la proposta di legge elettorale, alla riforma del Senato, alle politiche che vanno verso una precarizzazione a vita del lavoro, alla sostanziale prosecuzione della sottomissione alle politiche europee. Di qui dobbiamo ripartire con la coscienza che il terreno in cui ci addentriamo è nuovo e come tale va analizzato e affrontato con occhi e strumenti nuovi per una vera unità di alternativa.

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