L’ALTRA EUROPA TRA FUTURO E OTTOCENTESCO NOVECENTO

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Dai tre documenti su cui si sta dibattendo sul futuro dell’Altra Europa (Gattuso, Revelli, Viale), in prospettiva dell’Assemblea Nazionale di gennaio, si evincono le stesse problematiche e le stesse preoccupazioni.

Pur nelle diverse accentuazioni i punti di coincidenza sono evidenti.

Il progetto dell’Altra Europa era nato per essere un modo nuovo di porsi a sinistra e oltre, al di fuori delle logiche spartitorie delle forze politiche, con’apertura di inclusività che si rivolgesse anche alle nuove fasce sociali.

Si avvertiva la necessità di un progetto che non ripetesse le vecchie esperienze federative ed elettoralistiche (Sinistra Arcobaleno, Federazione della Sinistra, Rivoluzione Civile) e in grado di darsi una struttura orizzontale, inclusiva e partecipativa,  diversa dal verticismo dei partiti classici della sinistra radicale.

Sembra invece che ancora non si sia capaci di uscire dall’immobilismo, aspettando con molta, troppa attenzione ”fattori umani” e altre sedicenti “dissidenze” che rischiano di frammentare ulteriormente la sinistra sulla pregiudiziale di “alternativa/non alternativa al Pd” col pericolo di non creare altro che un partito cuscinetto di chi crede in miracolistici tentativi di redenzione di chi ormai storicamente e politicamente ha scelto una diversa collocazione.

Allo stesso modo non si può aspettare il “leader” che taumaturgicamente crei aggregazione quando il processo non può che essere l’opposto, ovvero un’aggregazione che crei al suo interno e nel suo procedere non tanto leader quanto figure di riferimento che si distinguano per capacità politiche e organizzative.

L’urgenza delle cose richiederebbe oggi due “virtù politiche” improcrastinabili:

L’umiltà di uscire dai propri arroccamenti e identitarismi (non dalla propria identità), iniziando a lavorare seriamente non per un nuovo soggetto politico ma per un soggetto politico “nuovo” da costruirsi su i due assi cartesiani di valori e obiettivi condivisi;

 Il coraggio di imbarcarsi in un percorso rischioso, complicato, forse lungo ma che è l’unico possibile: la creazione di un fronte popolare antiliberista che unisca la sinistra ma anche le nuove fasce sociali che si riconoscono nel nostro progetto e nei nostri fondamenti ideali.

Ma questo non può essere realizzato riproponendo sotto false spoglie le vecchie federazioni di partiti. Il soggetto politico nuovo non può diventare il solito contenitore che viene comodo in fase elettorale come lista unitaria, in cui i partiti si presentano solo un mese prima della tornata elettorale per scomparire il giorno dopo le elezioni.

 L’adesione personale all’Altra Europa può essere un tentativo di soluzione anche se forse sarebbe meglio andare ancora oltre richiedendo un’adesione “esclusiva”  che eviti una surrettizia presenza delle strutture di partito e che favorisca una vera unitarietà del nascente movimento.

Una soluzione potrebbe essere l’auto-scioglimento di partiti e movimenti, se non subito (che è già tardi, secondo Curzio Maltese..) almeno mettendosi nell’ottica futura di un percorso che porti in questa direzione, ottica che viene contraddetta invece da chi predica teorie del “doppio binario”, rafforzamento dei propri fortini, continuando a partecipare autonomamente a primarie ed elezioni di secondo grado.

 Serve anche porre rimedio alla spaccatura che si è creata tra i Comitati territoriali e le mastodontiche strutture organizzative dei 221 auto designati e del Comitato Operativo dei 44 che di fatto svolge funzioni politiche, restituendo effettiva decisionalità partecipativa e democratica alla base, favorendo un effettivo radicamento nei territori.

 In un’Europa assediata da politiche neoliberiste e crescenti movimenti fascisti, populisti  e razzisti, serve uno scarto netto che ci faccia uscire dall’ottocentesco Novecento con uno sguardo nuovo e lungimirante capace di ricomporre la necessità di diritti, libertà, uguaglianza, solidarietà per la costruzione di una futura Europa dei popoli. Il tempo non è molto e i treni, si sa, non passano molto spesso.

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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