GUIDO VIALE: RIPARTIAMO DAI TERRITORI (analisi della situazione nell’Altra Europa con Tsipras)

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Non nascondiamo la testa nella sabbia come gli struzzi.Guido Viale sottolinea questa mancanza di democrazia che potrebbe arrestare il cammino dell’Altra Europa.I soliti rigurgiti di potere e di narcisismo che si accompagnano alla formazione di una gerarchia devono essere superati da una vera visione d’insieme e nel recupero dell’ispirazione originaria.

La firma, poi cambiata, “Comitato di transizione in formazione” non è solo ridicola (non meno di espressioni come Human Factor e Big Bang della sinistra); è anche una manifestazione involontaria di falsa coscienza (o “coda di paglia”) da parte del gruppo di persone di cui si compone questo organo di perenni autonominati.

Nessuno veramente convinto di rappresentare in qualche modo L’Altra Europa avrebbe pensato di firmarsi in un modo così confuso e circonvoluto. Ma quel “in formazione” è il modo in cui quel comitato ha immaginato di legittimarsi: per adesso – ci fanno sapere – ci siamo solo noi autonominati; ma fra un po’ arriverà anche quel 51 per cento di rappresentanti dei comitati territoriali che riequilibrerà la situazione.

In realtà quel 51 per cento non arriverà mai, o molto tardi e con molte contestazioni; e “a tener diritta la barra”, come afferma di sé e dei suoi compagni di avventura Massimo Torelli, resteranno solo gli autonominati. Perché la scelta dei rappresentanti dei comitati territoriali, in particolare con il metodo imposto dal gruppo di preparazione dell’assemblea del 17.1. (non l’elezione di una, due o tre persone per regione, ma la designazione del comitato o dei comitati che avranno diritto a indicarle) non sarà cosa facile. Stanno già sorgendo in molte le regioni dei comitati fasulli per contendere la “primogenitura” a quelli esistenti; mentre in altre regioni ci sono già da tempo comitati e associazioni che si contendono la rappresentanza de L’Altra Europa nel rispettivo territorio. Questa situazione era nota, perfettamente prevedibile e prevista. Infatti, fin dallo scorso settembre, ribadendo poi lo stesso concetto nelle riunioni di preparazione dell’assemblea del 17.1., avevo proposto la costituzione di un gruppo di “verifica dei poteri”, ovvero di missioni di mediazione incaricate di trovare una soluzione condivisa nelle situazioni in cui sussistessero contese del genere (rimettendo eventualmente a un voto di tutti i membri di quell’associazione nazionale – quella che improvvisamente è stato deciso di non costituire più per far piacere a chi non la vuole – la decisione finale nelle situazioni in cui non si riuscisse a venirne a capo in altro modo). Ma una soluzione del genere presupponeva che questi gruppi di mediazione fossero emanazione di un organismo di cui tutti riconoscono la legittimità. Poiché questo non è più il caso, soprattutto fino a che il “comitato di transizione in formazione” non sarà stato completato – cioè mai – quella mediazione non avrà luogo. Anche all’assemblea di marzo, se ci sarà, sarà molto difficile stabilire chi vota e come si vota. Così L’Altra Europa è l’unica organizzazione in Italia, e forse in Europa, che, a un anno dalla sua formazione, non ha ancora sottoposto il suo “gruppo dirigente” a una verifica democratica. L’Altra Europa è stata messa nella situazione migliore per implodere: purtroppo poco importa appurare se questo fosse un obiettivo direttamente perseguito, ancorché taciuto, dal gruppo degli autonominati, oppure solo il frutto della loro insipienza (ma anche della loro arroganza: dell’idea di riuscire a “sistemare le cose” con un colpo di mano imposto all’assemblea del 17.1.).

Ma come si è arrivati a questa situazione? Sostanzialmente con il ricatto: minacciando di trasformare l’assemblea in una bolgia (come quella della riunione dei 221 del 30 agosto 2014) se qualcuno avesse insistito nel chiedere che in assemblea si votasse. Era talmente ferma, per tutto quel gruppo, la decisione di escludere la possibilità del voto in assemblea che io, che pure avevo richiesto ripetutamente che in quella assemblea si potesse votare, per lo meno sulle modalità del suo svolgimento, e poi sulle persone che avrebbero dovuto sostituire il comitato operativo in scadenza, ho dovuto accettare quella decisione per evitare che l’assemblea si risolvesse in una rissa. Rivendico quella mia scelta: da una rissa del genere non avremmo ricavato niente di produttivo per nessuno. Ma è altrettanto vero che da oggi, invece di votare in assemblea, si voterà all’interno del “comitato di transizione in formazione”, dove la maggioranza è più che mai precostituita.

Una delle conseguenze più deleterie di questo esito lo abbiamo di fronte agli occhi. Se il comitato di transizione in formazione, o almeno i suoi membri che hanno partecipato a Human Factor, avessero preso una posizione chiara e ed esplicita nei confronti dell’attacco che Curzio Maltese ha sferrato contro una delle sue due colleghe (con cui dovrebbe invece lavorare gomito a gomito tutti i giorni, come da mandato), non si sarebbe costretto un gruppo assai folto di compagne e compagni de L’Altra Europa a redigere e sottoscrivere un comunicato di solidarietà con Barbara Spinelli e il suo lavoro e contro quell’attacco di Maltese. E’ prevalsa invece ancora una volta la scelta di passare sotto silenzio questo “episodio”, tutt’altro che “episodico” e isolato. Forse per opportunismo; forse per una sorta di omertà nei confronti del partito e della sede dove quell’attacco era stato sferrato, ascoltato e accolto con applausi scroscianti (in nome, ovviamente, dell’unità che si dovrebbe costruire, e che era l’oggetto centrale di quel dibattito!). Niente come questo episodio mostra – per ora; purtroppo vedremo probabilmente di peggio – l’inadeguatezza di questo presunto organismo dirigente di fronte ai compiti che ci attendono.

Che fare? L’unica strada che intravvedo è rivendicare la piena sovranità su tutta la nostra organizzazione dei comitati territoriali impegnati a tener viva – quale che siano le forme e le linee politiche adottate – l’esperienza de L’Altra Europa nell’ambito in cui operano. Sta a loro, a mio avviso, e solo a loro, decidere della legittimità di chi rivendica la propria rappresentatività come espressione locale della nostra esperienza collettiva: cioè collegarsi con quei comitati che ne rispettano l’ispirazione originaria e lasciare al loro destino quelli sorti con altre finalità. Sta a loro, e solo a loro, creare dei collegamenti tra quelle diverse esperienze sulla base dell’interesse che ciascuna di esse riveste nel processo di costruzione di un’organizzazione più ampia e più aperta. Sta a loro, infine, mettersi in grado di prescindere dalle scelte operate da questo “comitato di transizione in (perenne) formazione”, senza escludere ovviamente la partecipazione alle iniziative da esso promosse, o la validazione delle sue posizioni, quando siano effettivamente condivise e condivisbili.

[Guido Viale]

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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