QUANDO IL SOCIALE E’ ANCHE POLITICO (Case sinistre e Assemblee permanenti)

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L’irruzione nella vita politica del termine “coalizione sociale” ha sparigliato le carte e ha costretto molti a correre ai ripari cercando di fare quadrare con il nuovo mainstream progetti politici già in progress oppure archiviandone altri.
Il pensiero corre subito all’Human Factor di Nichi Vendola, ultimo in ordine di tempo dei tanti cantieri che il capomastro pugliese ha messo in piedi in questi anni.

Ancora più emblematico il caso dell’Altra Europa, nata proprio con l’intenzione di unire le forze sociali presenti nel paese
Ma questo percorso è stato poi abbandonato privilegiando il rapporto esclusivo con i partitini della Sinistra e trasformando a sua volta L’Altra Europa in un altro partito di quella frammentata galassia, ponendosi all’interno di una ennesima federazione partitica che dovrebbe costituire la parte politica (presunta mancante) delle coalizioni sociali.
A pensare che sia un  nuovo modo dei soliti partiti di mettere il cappello a delle lotte sociali per trarne personale interesse e recuperare il consenso ormai completamente perso, forse si farà peccato, per dirla come avrebbe detto il Divo, ma si va molto vicini alla realtà.

Nasce così l’idea di “casa della sinistra e dei democratici” che già di per sé è una ridondanza e che in ogni caso non sembra nel nome essere molto inclusiva rispetto quel “sociale anonimo” non rappresentato né organizzato, né al variegato mondo dei movimenti e delle lotte spontanee, centri sociali, associazionismo e quant’altro. Sembra piuttosto riferirsi unicamente a ricucire quel solito mondo dei partiti della sinistra con qualche apertura ai dissidenti del PD.

Chi mette “ad arte” in contrapposizione sociale e politico è proprio l’attuale politica dell’AE. Infatti il sociale viene artificiosamente rappresentato come qualcosa che non ha la capacità di crearsi da sé un’auto-rappresentanza ma che deve necessariamente rivolgersi all’ausilio di una parte politica al di fuori di sé che svolga questo servizio per conto loro.
Come esempio viene portata l’esperienza di Landini, giustamente indicata come puramente sindacale e senza alcun interesse al problema di una rappresentanza politica. Ed è effettivamente così, ma è il passaggio successivo che è furbescamente scorretto.
Si cerca di elevare a paradigma di tutte le coalizioni sociali una singola iniziativa che è invece sola una scelta operativa personale di Landini ma non insita nelle coalizioni sociali in sé.

Da una premessa sbagliata si fa quindi discendere la necessità di proporsi come la risposta politica prêt-à-porter:

“Eccoci qui dicono i costruttori della casa ancora vuota – siamo arrivati noi a darvi quella parte politica che vi manca” nella fattispecie la solita alleanza verticistica di partiti che si pone a guida e avanguardia delle masse.

Questo a dimostrazione di quanto intendere la coalizione sociale come un semplice insieme di richieste sindacali e la parte politica come dei partiti guida che sono la punta di diamante della rivoluzione, oltre ad essere una concezione desolatamente antiquata non corrisponda a verità.

Non si può far assurgere la scelta di Landini a prototipo di tutte le coalizioni sociali.

Prova ne è che il 29 marzo a Roma (allo SCUP, Via Nola 5, dalla 9,30 alle 17,30) si darà vita a un incontro di movimenti, associazioni, cittadini, centri sociali, militanti delusi dai partiti, ecc. proprio per mettere in piedi un’Assemblea permanente che dovrà lavorare a creare una coalizione sociale che si dia una auto-rappresentanza costruita insieme giorno dopo giorno con sistemi orizzontali e innovativi di decisionalità, con metodi democratici e trasparenti. Sarà di fatto la base sociale di quello che dovrà essere un futuro governo alternativo.

E sarà fatto senza l’aiuto misericordioso e apparentemente disinteressato dei partiti che Landini ha respinto (e forse non solo a causa della sua scelta operativa…) e che Rodotà ha definito “zavorre con cui è impossibile pensare a qualsiasi tipo di cambiamento”.

Guido Viale, da sociologo ed esperto di ricerche ambientali e socio-politiche qual è, spiega con precisione estrema come sia sbagliata la contrapposizione strumentale tra sociale e politico e di come “ case “ di questo tipo siano prive di senso:

Contrapporre sociale a politico non ha alcun senso. Il sociale è in qualche modo, magari sbagliato, sempre politico e il politico, se è veramente tale, cioè indirizzato a conservare, cambiare o sovvertire gli assetti sociali, è sempre anche sociale.
La contrapposizione esiste quando gli obiettivi o il modo di operare del sociale, o del politico, o di entrambi, sono sbagliati, o non condivisibili. La contrapposizione vera è tra sociale e partitico.
Le organizzazioni sociali, associazioni, comitati, rappresentanze del lavoro, “movimenti”, hanno sempre una loro “ragione sociale”: le finalità per cui operano.
I partiti invece hanno come finalità primaria, e da tempo – forse non è stato sempre così – la loro conservazione, la riconferma dei loro piccoli o grandi apparati, a cui subordinano di volta in volta le loro “scelte politiche”. Anche le organizzazioni sociali hanno delle piccole burocrazie, ma la preminenza delle finalità sociali fa si che sia più difficile subordinarle alla propria perpetuazione.
Con i partiti – non è convinzione solo mia – è più facile ritrovarsi di fronte al nulla. Così la formula coalizione sociale usata da Rodotà e da Landini ha per forza di cose dei riferimenti concreti, anche se insufficienti: poteva, e può ancora, essere sviluppata e approfondita.
Una formula come casa comune delle sinistre e dei democratici è invece una espressione di puro stampo partitico: i termini sinistra e democratico, nel linguaggio corrente, non hanno alcun riferimento sociale; e anche in termini politici, sono tanto generici da comprendere l’universo mondo o contenere tutto”

Per concludere e riassumere, l’errore fondamentale ed esiziale di quanto sta facendo l’Altra Europa è di credere (o far finta di credere) che la coalizione sociale abbia bisogno di un’organizzazione politica “esterna” per accedere alla fase “politica”. Non è così e anzi questa concezione ha portato alla fine di tanti movimenti di opposizione (pensiamo al Social Forum di Genova) le cui ali sono state tarpate dalle interferenze di organizzazioni politiche esterne. In realtà quando alcune entità sociali si incontrano, per continuare un cammino politico devono necessariamente riformulare obiettivi e pratiche e questo è un lavoro politico” (cit. Guido Viale) che trasforma la coalizione sociale in coalizione politica. Questo era il lavoro che spettava all’Altra Europa e che invece è stato sostituito da quella “casa della sinistra e dei democratici” che rappresenta di fatto un altro partito che si appresta a rivolgersi al sociale dall’esterno come già hanno fatto altri partiti (gli stessi che dovrebbero stare dentro questa casa).

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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