ODO PARLAR DI MARXISMO…

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A margine delle diatribe per le candidature alle regionali liguri, odo parlar di marxismo e di cosa dovrebbe fare un marxista:
direi che un marxista dovrebbe analizzare la realtà e valutare cosa è più utile fare per allargare la coscienza di classe (così si chiamava una volta) e far progredire le lotte.
Bene, oggi un marxista la prima cosa che dovrebbe fare, se è in grado di analizzare la realtà attraverso gli strumenti marxiani (che non sono dogmi ma appunto metodologie di analisi), sarebbe capire che la presenza dei partiti di sinistra non solo è inutile ma dannosa, non per il concetto di partito in sé, – previsto dalla semplici venti parole della Costituzione all’art. 49, senza indicare una struttura definita ma individuandolo come “diritto dei cittadini ad associarsi liberamente per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” – ma perché ormai sono diventati per lo più apparati senza alcun significativo referente sociale (le percentuali di consenso lo dimostrano), tesi solo a fare scelte che sembrano suggeriti dagli unici criteri della loro convenienza di sopravvivenza e di rendite di posizione ambite o da difendere, salvo poi giustificare quelle scelte a posteriori con finti “nobili” obiettivi (vedi il caso del sostegno a Pastorino in Liguria).

Se ci fosse ancora Marx, dopo aver mandato affanculo molti…. direbbe che oggi servirebbe un fronte popolare di opposizione che prescinda da – anzi escluda – gli attuali partiti (visto che il cambiamento non passa più di lì), un fronte popolare che nasca dalla base e che si dia una propria auto-organizzazione politica, in modo trasparente, democratico, orizzontale (aggettivazioni ormai scomparse, di fatto, dai partiti, se mai ci sono state), senza quindi decisioni prese nel chiuso delle segreterie, e senza strutture ottocentesche ma piuttosto con metodi decisionali innovativi (ad esempio liquid feedback e quant’altro).

I partiti ragionano come se la società fosse quella di vent’anni fa, ma anche solo quella di due anni fa… Se volessero accettare di capire che oggi lo scenario sociale è cambiato, che esistono fasce sociali “anonime” (cioè non rappresentate né organizzate), astensionismo a livelli spropositati, categorie sociali inedite, ecc. capirebbero anche che a realtà nuove devono corrispondere necessariamente nuovi modi di fare politica e di strutturarne l’organizzazione e allora chiuderebbero le sedi di partito e si unirebbero agli altri individui per aiutare la nascita di un grande processo che nasca dal basso (non dall’alto di segreterie e leader che sono gli stessi di vent’anni fa).
Il cambiamento non passa più di lì e bisogna farsene una ragione.

Coloro che sono ideologicamente marxisti e comunisti (come mi ritengo io) dovrebbero dimostrarsi tali e fare (parafrasando Moretti) “qualcosa di sinistra”. E oggi qualcosa di sinistra non è certo rifare la solita ammucchiata che fu della Sinistra Arcobaleno o di Rivoluzione Civile, magari questa volta allargata anche ai civatiani e l’inedita aggiunta dell’Altra Europa, che la scellerata gestione attuale ha trasformato da “contenitore” in un altro partitino da incollare agli altri. Questa costruzione concordata e predisposta tra i partiti è, ad esempio, l’unico vero “movente” della scelta del sostegno a Pastorino (anche se poi possiamo raccontarcela come vogliamo…)

Ci sarebbe invece la necessità di dar vita a un processo che unisca dalla base le fasce sociali, senza bisogno di organizzazioni politiche precostituite che ci mettano sopra il cappello o pensino di essere loro a dare la “linea” (il Social Forum di Genova è fallito proprio per l’ingerenza eccessiva dei partiti) ma invece con un’organizzazione che la base sociale si dia da sé in forma totalmente diversa da quelle ottocentesche/novecentesche (e aggiungerei anche dei primi anni ’10 del terzo millennio..).

Essere marxisti e comunisti oggi significherebbe soprattutto chiudere gli imbarazzanti 19 partiti comunisti che ci sono in Italia e quelli affini di sinistra in genere e partire dalla persone (anche le stesse che sono nei partiti, di cui molte sono indubbiamente capaci e potrebbero essere utili a questo processo, come individui tra altri individui).

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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