LA COALIZIONE DI LANDINI, NUOVI SENTIERI E VENDITORI DI COSE INUTILI

Presentazione1

La grande coalizione sociale di Landini va appoggiata, sostenuta e partecipata perché è una grande occasione in grado di produrre iniziative di opposizione fattiva alle leggi liberticide volute dal governo Renzi.
Ciò detto bisogna però capire che quello che Landini sta costruendo non è l’embrione del soggetto politico nuovo e lo stesso Landini dichiara chiaramente che non pensa a questo, in quanto lo scopo perseguito è operativo e “sindacale” nel senso etimologico del termine, anche se contiene, nel perseguire obiettivi specifici, un indubbio valore di aggregazione sociale.

Il fatto che la coalizione di Landini non abbia ambizioni politico-governative, oltre che appunto dalle sue stesse dichiarazioni, è provato anche dal fatto che già si sta affollando alla sua porta la fila di quanti sono pronti a offrirsi per rendergli questo “servizio”.
Come petulanti venditori di cose inutili, continuano ripetutamente a bussare al campanello di casa Landini per offrirgli una “consulenza politica” non richiesta e anzi già rifiutata, cercando come al solito di imbarcarsi sulla soluzione mainstream del momento.

Ci sono principalmente due errori in tutto questo.

Il primo è quella di pensare a chi fa politica come un qualcosa di “altro” rispetto alla aggregazione sociale e quindi in grado di diventarne il supporto teorico e organizzativo
Ma oggi i “partitini” – per chiamarli come li definisce Landini e per non essere così “tranchant” come Rodotà che li definisce addirittura “zavorre insieme alle quali non si può attuare alcun cambiamento” – sono solo un “ceto politico” autoreferenziale senza più un referente sociale.
In questo contesto è comprensibile che cerchino di cavalcare ogni situazione per poter mettere il cappello sopra a iniziative che non nascono e non possono nascere da loro, troppo intenti, come sono, a cercare qualche forma di sopravvivenza e perpetuazione. Lo fecero già all’inizio di questo secolo col “Social Forum” distruggendolo.
Ci riprovano un’altra volta.

Il secondo errore è quello di non capire che oggi il soggetto politico nuovo non può nascere ancora una volta da una banale aggregazione federativa di strutture organizzate e verticistiche come i soliti “partitini” che oggi sono sostanzialmente tre e mezzo: Sel, Rifondazione, Altra Europa e civatiani (il “mezzo”….).
Non può nascere da loro per quanto detto sopra sulla loro natura ma anche perché lo scenario sociale attuale è totalmente cambiato rispetto ai tempi in cui nacquero e operarono i partitini e comprendono forme inedite, anche “anonime” (non rappresentate e non organizzate), i delusi, gli astenuti e molto altro.
In più, se hanno fallito allora, figuriamoci oggi….

Non si può quindi pensare di “vendere” una rappresentanza già confezionata a queste fasce sociali, aggregazioni spontanee, lotte, coalizioni sociali, a maggior ragione se si tratta della solita formula che ha già fallito più volte in passato, con le stesse strutture e gli stessi leader.

L’idea di Landini e Rodotà coglie l’esigenza nuova di un’aggregazione che passi dalla auto-ricomposizione del “sociale”.
Questa intuizione c’è nella coalizione sociale di Landini che però, come dicevo, ha dei limiti: di non ambire a diventare soggetto politico, di nascere di fatto dall’alto, di riferirsi in maniera prevalente a strutture già organizzate, quasi che ai partiti si sostituissero di fatto altre strutture però sempre organizzate e spesso anche burocratizzate e verticistiche.

Oggi il soggetto politico nuovo può nascere solo da un incontro alla pari tra movimenti, comitati, associazioni, cittadini che insieme individuino obiettivi in comune e – senza perdere la loro specificità – si uniscano, non in forma federativa ma tra i loro componenti in forma individuale, senza strutture precostituite ma da costruire insieme con forme assembleari di tipo fisico e informatico, con processi decisionali che eliminino totalmente qualsiasi forma di verticismo (vedi ad esempio l’utilizzo di liquidfeedback)

Come per i leader, l’organizzazione non si può trovare già pronta “fuori da sé”, come se si andasse a sceglierla sugli scaffali di un supermercato o peggio ancora accettando le offerte porta a porta di chi si auto-propone.
L’organizzazione politica oggi può nascere solo da un processo auto-costituente che dia vita a un’auto-rappresentanza di quanti intendano incontrarsi dalla base dandosi regole, principi, forme orizzontali, trasparenti e democratiche.

Quello che è successo a Roma il 29 marzo ci conforta in questo.
Molte volte abbiamo visto assemblee di movimenti e associazioni ma questa volta c’era qualcosa in più. Al di là dei diversi campi di intervento, delle diverse situazioni di lotta e di opposizione tutti hanno dimostrato una grande apertura e condivisione.
Perché non c’era nessuno che era venuto a offrire o vendere qualcosa, non c’erano progetti già pronti a cui aderire ma solo l’idea di incontrarsi in un’Assemblea Permanente di cui “Prima le Persone” è solo una firma identificativa provvisoria e non un gruppo, un movimento o peggio ancora un partito, piuttosto un sogno che diventa percorso in cui il “partito” non serve più ma servono appunto le “persone” e la loro capacità di definire per conto loro il cammino, l’auto- organizzazione e l’auto-rappresentanza, i limiti e gli obiettivi.
E’ un cantiere ma senza capomastri e ditte appaltatrici a dirigere e dare progetti, come abbiamo già visto in passato (anche in quello molto recente).

Da qui, collegandosi anche ad esperienze aggregatrici come quella di Landini, si può ridare alla gente l’entusiasmo, la partecipazione in prima persona, senza deleghe a strutture ormai superate iniziando a creare col tempo un grande fronte di opposizione sociale con mille sfaccettature che possa diventare l’embrione del futuro governo di alternativa.

Parafrasando un vecchio slogan, dobbiamo essere realisti e quindi credere anche nell’impossibile. Questo è il primo passo, l’incipit di un percorso senz’altro difficile e non si sa quanto lungo. Ma è il “nostro sentiero”, quello che ci stiamo costruendo da soli con l’aiuto di quanti sono disponibili a collaborare.
I molti messaggi di persone comuni, di movimenti, di esponenti politici e intellettuali –insieme al prevedibile silenzio di altri che ci vivono come un ostacolo ai loro soliti progetti egemonici– ci conferma che il percorso è quello giusto.

E’ l’inizio di un nuovo sentiero ma spero lo si possa percorrere fino in fondo allargandolo man mano che altri si aggiungeranno per camminare insieme a noi.

Adelante!

Gian Luigi Ago

Annunci

Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: