LEGGENDO LUCIANA CASTELLINA (improbabili fusioni)

Luciana-Castellina-ph-Masha-Sirago-jpg

Ho letto e riletto con attenzione l’articolo di Luciana Castellina comparso oggi (07.04.2015) su “Il Manifesto” e sono giunto alla conclusione che in Italia, attraverso decenni e decenni, si è andata trasformando in regola quella che invece è solo consuetudine comportamentale e intellettuale. In questo modo l’interpretazione di quanto scritto nel dettato costituzionale rimane solo un riferimento astratto o peggio sostituito da una singolare sorta di quello che in diritto viene chiamato “uso normativo”.

Che questo succeda a qualche giornalista o a qualche praticante della politica si può anche capire ma che questo giunga a trarre in inganno anche una delle migliori analiste della nostra politica come Luciana Castellina lascia un po’ interdetti.

Nel suddetto articolo, Luciana Castellina, appena entrata, come altri “esterni”, nella direzione politica di Sel, spiega la sua scelta e la sua visione della situazione politica attuale a sinistra, esordendo con questi due concetti totalmente condivisibili

“è ormai corrente l’idea che la politica sia cosa solo dei partiti e dei deputati, non dei cittadini”
“non dobbiamo ripercorrere le stesse strade perché erano sbagliate: ritenere cioè che basti una sommatoria di sigle”

“Be’ la Castellina ha colto come sempre il senso della situazione politica attuale” – mi sono detto – e ho continuato a leggere aspettandomi la declinazione di conseguenti soluzioni politiche.

Un po’ di sospetto ho cominciato ad averlo nel leggere il concetto che segue in cui si faceva riferimento alla paradigmatica esperienza fallimentare della Sinistra Arcobaleno:

“non basta neppure che si mescolino i colori dati [dell’Arcobaleno]. Occorre anche aggiungerne di nuovi e diversi.

Quel “aggiungere” è stato un campanello di allarme. Aggiungere “chi e a che cosa”?
Aggiungere qualcosa all’Arcobaleno?? Ma poi ho pensato subito- conoscendomi da anni – che sono il solito malfidato e prevenuto e sono andato avanti.

Ma poi è arrivato quello che mi ha fatto capire che il ragionamento della Castellina stava prendendo una china pericolosa ed è stato quando ho letto:

“i più consitenti fra i partiti veri e propri, Sel e Rifondazione comunista, hanno accettato di aprirsi al processo costituente. Senza sciogliersi — sarebbe una follia —“

Come sarebbe a dire: “senza sciogliersi, sarebbe una follia”??
Ma come si fa a creare un soggetto nuovo mantenendo in vita tutti gli stessi partiti di prima? Una coalizione? Una federazione? La sommatoria di sigle quindi deve rimanere? Si tratta solo di “aggiungere” qualcosa alla sommatoria?

E cosa c’è allora di nuovo rispetto alla Sinistra Arcobaleno, alla Federazione della Sinistra, a Rivoluzione Civile?

“Calma Gian – mi son detto – certo ora la Castellina spiegherà meglio cosa dovrà nascere da questo processo costituente di cui sta scrivendo”.

E lo ha scritto davvero… non senza farlo però precedere da un “luogo comune” oggi tanto furbescamente di moda

“non mi piace la demonizzazione dei partiti, anzi, dell’idea stessa di partito che è emersa in questo periodo, fino — come alcuni hanno proposto — a volerli escludere dal processo costituente in atto”

A parte il fatto che sostenere che questi partiti abbiano fallito, che non siano più rappresentativi di alcun referente sociale e quindi solo autoreferenziali, non è demonizzazione ma analisi della realtà, quello che mi ha meravigliato è che la Castellina interpreti l’art. 49 della Costituzione come se esso prevedesse che i partiti debbano essere esattamente quelli che oggi sono (Rifondazione, Sel, Pcdi, area Civati) e così come sono strutturati e organizzati.
Ma ancor di più mi ha sorpreso che la Castellina pensi che qualcuno metta in discussione l’art. 49 della Costituzione e quindi come dice lei l’idea stessa di partito”.

L’art. 49 così recita:
“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”

Ora la Castellina dovrebbe dirci chi è che mette in discussione “l’idea stessa di partito”, cioè le venti parole che compongono questo articolo, chi è che non vuole che i cittadini si associno liberamente. Ed è qui veniamo alla consuetudine e ai luoghi comuni che diventano regola anche di pensiero.
In questo articolo non c’è scritto assolutamente che i partiti debbano essere strutturati e organizzati come quelli che ci sono ora. Per l’articolo 49 “partito” è qualsiasi associazione di cittadini che si costituisce in modo libero e con metodo democratico a fini politici. Quando pensiamo quindi ai “partiti” non dobbiamo pensare a quelli che oggi conosciamo ma a qualsiasi associazione politica di cittadini con qualsiasi struttura, forma, composizione, norme interne, metodi decisionali, ecc. purché osservino i vincoli della “libertà” e del “metodo democratico”.

Nessuno quindi mette in discussione “l’idea di partito” ma “questi partiti” la cui critica non si rivolge, come pensa invece la Castellina, alla “idea costituzionale” del partito.
L’equazione compiuta dalla Castellina (critica ai partiti attuali uguale a critica della mediazione dell’organizzazione politica ) è quindi arbitraria e lascia intendere una visione che esclude che l’organizzazione politica possa crearsi da una base ampia e che, pur mantenendo un qualche ruolo di mediazione, possa fondarsi su decisionalità collettive in ogni fase, eliminando concentrazione di potere e verticismi.
Non si tratta quindi di una vaga moltitudine plebiscitaria ma di una base sociale che ha pur sempre un’organizzazione politica creata da sé (il “partito” in senso costituzionale) ma che la gestisce in modo da garantire il rispetto delle volontà popolari in ogni fase costituente, operativa e decisionale.

Ma equivoci e contraddizioni, si susseguono nel corso dell’articolo, soprattutto quando la Castellina scrive:

“Un disastro che non può certo esser superato grazie a piccole avanguardie minoritarie, come fu in qualche modo l’illusione di una parte della nuova sinistra postsessantottesca”

Ma di chi parla? Spero che per la Castellina le “avanguardie minoritarie” non siano gli innumerevoli movimenti, associazioni, comitati, cittadini che lottano e si organizzano in tutta Italia nei più disparati fronti di conflitto sociale.

Perché se così fosse non si renderebbe conto che in realtà le “pretese.. avanguardie minoritarie” sono proprio i partiti attuali che, formati da ristrette oligarchie di leader e funzionari, ancora pensano di essere la punta di diamante del processo rivoluzionario, i detentori della linea da calare dall’alto alle masse.
Loro sì minoritari e sedicenti avanguardie.
Saremmo, se così fosse, al completo rovesciamento della realtà.

E quando la Castellina scrive:

“contrapporre polemicamente il livello sociale a quello politico non mi pare abbia senso”

incorre nello stesso equivoco di prima, in quanto le forme più avanzate di coalizione sociale (in special modo quella lanciata a Roma il 29 marzo scorso da “primalepersone”) non contrappongono i due piani, anzi pensano che possano marciare insieme all’interno di un unico progetto in modo tale che la ricomposizione delle fasce sociali disgregate dal capitalismo possa compiere il lavoro essenzialmente “politico” di darsi un’organizzazione.
Probabilmente però la Castellina pensa che il livello “politico” sia esclusiva del “ceto professionale” dei partiti.


Chi quindi fa una contrapposizione tra i due livelli (che non sono poi nemmeno propriamente “livelli” nè consequenziali nel tempo) è chi ritiene che i partiti detengano lo “ius” di depositari dell’elaborazione politica in contrapposizione al sociale che deve ricevere le “tavole della Legge” dall’oligarchia partitica.

Da notare infatti che nella esposizione della Castellina traspare anche una identificazione indebita del concetto di “politico” e “partitico” intesi come sinonimi.

Il finale dell’articolo contiene anche affermazioni condivisibili, come ad esempio l’accenno a soggettività collettive, ma rimane di base il concetto dell’inevitabilità storica del coinvolgimento di questi partiti (i soliti esistenti..) e del restituire loro la funzione di mediazione politica.
Un tentativo di resurrezione pasquale che trasformi corpi svuotati di vita politica in futuri nuovi redentori.

L’idea che l’organizzazione politica del sociale possa avvenire in altri luoghi (e nel sociale stesso) e con altre forme, metodi, pratiche, non viene assolutamente presa in considerazione così come l’idea che ormai questi partiti non hanno più nulla da dare e dire e che sia più facile (e utile) creare qualcosa di nuovo prescindendo da loro, anziché cimentarsi in improbabili restauri.

Certo, in questi partiti ci sono importanti risorse umane soprattutto nella base e nei territori (non più invece nelle dirigenze). E queste risorse, ancora non consumate dalle logiche burocratiche e spartitorie degli equilibri politicistici, potrebbero essere di grande aiuto ai nuovi progetti che stanno nascendo che rappresentano l’unica (ultima?) speranza per un grande fronte di opposizione, embrione di un possibile futuro governo di alternativa.

Gian Luigi Ago

Qui il link all’articolo di Luciana Castellina:
http://ilmanifesto.info/per-una-fusione-calda-di-societa-e-partiti/

Annunci

Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: