I VERI NEO-GRILLINI E ANTIPOLITICI NELLA SINISTRA

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Il ragionamento può sembrare un po’ spericolato ma, nella sua apparente paradossalità terminologica, credo rifletta bene l’attuale situazione.

Oggi il mantra di accusare di “antipolitica”, “grillismo e “populismo” quanti non si adeguano alle consuete configurazioni storiche di schieramenti e partiti di sinistra, si rinnova ogni volta che qualcuno critica le logiche spartitorie, politiciste, verticistiche degli assetti politici esistenti.

Da questa “demonizzazione” non si astiene nemmeno la cosiddetta “sinistra radicale” che anzi talvolta è la più solerte nel condannare quanti tentano di minare od occupare un campo che ritengono a loro assegnato per diritto divino.

Oggi però è proprio questa sinistra che, nel lanciare queste demagogiche accuse, non si accorge che è essa stessa in realtà a incarnare l’antipolitica, il verticismo, il populismo della lezione del grillismo più sfrenato.

Oggi questa sinistra sta compiendo infatti lo stesso dirottamento sterile compiuto da Grillo, cioè quello di cavalcare il giusto disagio e la giusta rabbia della base sociale distogliendola da progetti seri e articolati e incanalandola in un vicolo cieco che non garantirà mai un percorso che possa portare in futuro a governi di alternativa ma solo a un posizionamento destinato a rimanere stazionario nello scenario politico e a garantire solo sopravvivenza e briciole di potere agli apparati partitici.

Cosa c’è di più “antipolitica” che ostacolare processi di partecipazione popolare che cercano di aggregare su princìpi e valori di “sinistra” le più vaste fasce sociali?
Cosa c’è di più verticistico del decidere nel chiuso delle segreterie calando dall’alto scelte precotte, talvolta annullando decisioni già prese dalla loro stessa base, nel classico stile di Grillo e Casaleggio?
Cosa c’è di più populista nell’illudere le masse prefigurando scenari di cambiamento che mai saranno in grado di realizzare e per di più con gli stessi partiti e personaggi che hanno già fallito millanta volte?

Questi partiti non colgono (o non vogliono cogliere) le mutate condizioni e realtà sociali che non possono che prevedere loro coalizioni strutturate in forme in cui, non il partito inteso come organizzazione politica ma “questi” partitini non sono più in grado di interpretare la realtà, dare risposte cogenti e rappresentare le istanze sociali di cambiamento.

– In un momento storico in cui anche personalità di rilievo come Rodotà e Landini (di cui oggi questi partiti, dopo averli osannati, non parlano “stranamente” più) indicano strade che prescindono, volutamente e necessariamente, dal coinvolgimento di questi stessi partiti – questi stessi partiti sanno solo proporre soluzioni già usurate con la sola discutibile novità di allargamenti a nuove aree (ad esempio i civatiani) lasciando trasparire l’unica preoccupazione  di ottenere maggiori percentuali elettorali, quasi che il posizionamento nella “classifica elettorale” fosse l’unica via attraverso cui creare cambiamento e non piuttosto attraverso una costruzione orizzontale dalla base delle lotte, dei movimenti, dei cittadini con metodi partecipativi e innovativi anche nella decisionalità.

Metodi che non equivalgono e non somigliano in nulla alla pseudo-democraticità grillina ma a cui vengono intenzionalmente avvicinati per poterli sbrigativamente bollare.

Solo un percorso di “coalizione sociale” può oggi ricomporre veramente ciò che il capitalismo ha disgregato in una parcelizzazione e precarietà sociale e riuscire quindi a riavvicinare la base sociale all’attività politica, recuperando delusi e astenuti.

I soliti progetti di liste elettorali federate hanno ormai già deluso e con le future delusioni, inevitabili anche con un aumento elettorale che oltre un certo tetto non potrà mai andare, possono solo dare il colpo di grazia definitivo alla fiducia e alla partecipazione dei cittadini.

Non è mai sufficiente ricordare e sottolineare come le coalizioni sociali non neghino la necessità della “organizzazione politica” (il “partito” in senso costituzionale, come da art.49) ma che è oggi necessario che se la creino da sè in un processo partecipativo e senza rivolgersi alla solita vetusta “agenzia” delle strutture e dei ceti partitici esistenti.

Su questi temi si misura chi fa politica e chi fa di fatto anti-politica, chi fa populismo e chi riaggregazione sociale, chi va verso il cambiamento e chi verso ennesimi vicoli ciechi

 Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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