EQUILIBRISMI A (centro)SINISTRA

Philippe Petit, a French high wire artist, walks across a tightrope suspended between the World Trade Center's Twin Towers. New York, Aug. 7, 1974. (AP Photo/Alan Welner)

Per il 30 giugno è fissata la nascita del nuovo centrosinistra partorito, come Minerva, dalle vulcaniche menti di Vendola e Civati, con probabile scioglimento di SEL, che nient’altro sarà che una metamorfosi in una Sel più grande, allargata all’area di dissidenza PD.

Questa operazione provoca notevoli spiazzamenti e dilemmi, ma soprattutto equilibrismi, da parte di chi non vede di buon occhio l’ammainamento delle proprie bandiere ma, nel contempo, non vuole nemmeno rimanere tagliato fuori da un processo pseudo-unitario che viene messo in atto  solo per salvarsi da un’estinzione certa.

Queste forme di equilibrismo apparirebbero a chiunque pretestuose e risibili se non fossero anche tragiche ed esiziali per una futura possibile alternativa di governo.
Chi non vuole, o non dovrebbe, puntare a un centrosinistra ma a una sinistra antiliberista (comunque sbagliando, perchè oggi non è di unire sigle che c’è bisogno) continua a parlare di “unità della sinistra” senza scioglimenti, di decisioni non pattizie e di segreterie, come se anche queste decisioni non fossero prese in questo modo..

Insomma, il solito sbandieramento di una novità che novità non è.
Quanti di noi più anziani riescono ancora a ricordare il numero degli innumerevoli proclami di “vera unità”, nati da una  dichiarata presa d’atto degli errori del passato?
Vere unità “quasi ossimoricamente” molteplici, poi finite miseramente dopo ogni sconfitta con un mesto ritorno di ognuno ai propri orticelli, fortini, riserve.

Ma questa volta ci assicurano che è la volta definitiva. Perchè non ci dovremmo credere? Solo perchè ce l’hanno detto millanta volte e ogni volta non era vero?
Non dovremmo essere però così prevenuti…

Prepariamoci ad assistere, purtroppo, al solito pastrocchio per cui si cercherà di salvare capra e cavoli, si cercherà di sommare chi vuole il centrosinistra a chi vuole la sinistra, chi vuole l’alternativa al PD a chi la vuole solo a Renzi, chi è nettamente schierato contro grandi opere e privatizzazioni (solo per citare solo alcune cose) a chi invece è più possibilista, chi vuole ribaltare il sistema a chi invece lo vuole rendere più umano, chi vuole un soggetto unico a chi è disposto ad aderirvi solo senza perdere simboli e bandiere.
Come sarà possibile in questo modo avere una linea politica chiara e con obiettivi precisi?
Come potrà considerarsi questo un vero percorso unitario?
Come si fa a non capire che una vera unità si fa su obiettivi e visioni del mondo nettamente condivisi e senza compromessi?

Sentiamo anche dire che non si può costruire l’unità a partire da accordi di vertice fra organizzazioni ed  aggregazioni che nel corso del tempo si sono divise, senza percorsi reali di condivisione democratica e  partecipata di contenuti e priorità, che bisognerà basarsi su decisioni “una testa, un voto”
Ma scusate: tutta questa operazione non è invece stata fatta proprio contravvenendo a questi criteri?  
Chi l’ha decisa questa nuova coalizione pseudo-unitaria?
Forse il popolo riunito in assemblea con votazione “una testa, un voto” o piuttosto i soliti leader e le solite segreterie che cercheranno di trovare un equilibrio tra diversi, calando poi la ricetta miracolosa dall’alto sul popolo che aspetta?
Come inizio non c’è male…

In realtà una vera unità dovrebbe prescindere da tutto il passato, richiederebbe umiltà e coraggio, altrimenti lascia inevitabilmente trasparire che la si ricerca solo per convenienza del momento.
E infatti probabilmente è proprio così ed è anche dichiarato esplicitamente da chi (L’Altra Europa) era nato per essere un “contenitore” e invece si è trasformato in un partitino tra tanti o, peggio ancora, nell’alibi da dare a chi vuole apparire unitario.
Si parla infatti di puntare a unaforza dei numeri per una coalizione forte che possa aumentare la sua presenza nelle istituzioni.
Ma – aggiungo io.. – mai in grado di farsi nuova forza di governo in senso di vera alternativa.

Un’operazione così raffazzonata e già vista è comunque destinata al fallimento in ogni caso perchè non nasce da una tabula rasa del passato, da una dismissione di autoreferenzialità ma cerca di far stare insieme sigle con criteri compromissori (per non parlare di visioni non omogenee della politica).

Oggi la strada verso l’alternativa non è certo l’unità delle sigle di sinistra, ma il prescindere da esse, se vogliamo dar retta a Rodotà e Landini.
Questo è il vero scarto col passato, il vero “cambiar strada“.
Il rivolgersi a un ceto politico pluridecennale e plurifallimentare, logorato da logiche politiciste non è certo la soluzione.
Oggi la soluzione per ribaltare lo stato delle cose può nascere solo dall’interno delle lotte, dei movimenti, dalle “persone” e non dai “partiti.
E questo non per un qualunquista antipartitismo simil-grillino, in quanto l’art. 49 della Costituzione rimane tuttora valido.

Il fatto è che l’organizzazione politica (il partito, appunto dell’art.49) non può più essere calata dall’alto, offerta al popolo da un ceto politico “altro“, a maggior ragione se è sempre il solito che già ha fallito in passato.

Oggi l’unica strada praticabile è quella di una ricomposizione dalla base sociale che si faccia “da sè” organizzazione politica nuova e futura forza di governo di alternativa.
Sono cose che ho gia detto molte volte – lo so bene – ma serve averle in mente ben chiare per non trovarci tra dieci anni al solito punto di partenza con qualcuno che ci propone una nuova sommatoria di sigle.
E’ per questo che continuare a ribadirle non è mai abbastanza.
Repetita iuvant.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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