SINISTRA TRA ALTO, BASSO E PEZZI DEL LEGO

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Che la vittoria in Liguria sia andata a Toti, per me è la stessa cosa che se fosse andata alla Paita. Entrambi fanno politiche di destra, clientelari, che danneggiano il territorio, che vanno verso privatizzazioni statalistiche ( non è un ossimoro, se ci pensate bene..).

C’era un’alternativa di centrosinistra, anch’essa però su logiche vecchie e che probabilmente prima o poi finirà a fare da sponda “utile” alle politiche di destra, per renderle un po’ più di centro o al limite riuscire addirittura, con grande esito rivoluzionario, a renderle di centrosinistra.

E la Sinistra? Io dico che non ha più senso parlare di sinistra (lo dico da tempo per la verità), non perché ciò che racchiude questa parola che nasce agli albori della Rivoluzione Francese non abbia più senso.
Un senso ce l’ha e anche forte: un senso valoriale, di principi, etico, filosofico.
Ma non esiste più a livello di distinzione e pratica politica.
Siamo su un altro asse cartesiano.

Oggi, se si analizza la composizione sociale si noterà che la divisione è tra alto e basso, tra un potere e una visione del mondo che è trasversale alla destra e a quella che era la sinistra, pur con diverse sfumature. e un popolo privato di diritti, di possibilità di riscossa, popolo che “trasversalmente” non è né di destra né di sinistra.

Per questo non ha senso parlare di politiche di sinistra nell’accezione che sempre abbiamo conosciuto. E questo perché la realtà è cambiata. Si tratta oggi di ricomporre la base sociale frammentate dalle politiche di chi sta in alto.

Volere unire la Sinistra o fare una nuova Sinistra è ancora più anacronistico perché si traduce nel riunire sigle, apparati, formule, simboli, nomi che oggi non trovano riscontro nella realtà.

A chi si sente comunista o di sinistra dovrebbe essere chiaro che oggi la cosa più di sinistra da fare sarebbe non ragionare più in termini di sinistra e destra ma analizzare marxianamente la base sociale e fare la cosa giusta.

E la cosa giusta non è segregare a forza gli homeless politici (come li definisce il fu-brillante Revelli) in una “casa” che non è la loro, ma far sì che possano ricomporsi da sé in un grande fronte popolare.

Si tratta di uscire da questa sorta di “egocentrismo politico” per cui si parte da sé e dalle proprie necessità  anziché da quello che richiede la condizione sociale.

Per questo è triste vedere questi patetici tentativi di ricostruire case unitarie, possibili o meno, tentativi che partono sempre da una riformulazione di cose già fatte, come se si cercasse di fare qualcosa di diverso con gli stessi pezzi del Lego senza rendersi conto che bisogna usarne altri.

Questi tentativi sono destinati a fallire, anche se portassero questa sedicente sinistra al governo, come è già successo anni fa.

Il cambiamento che serve oggi non ha bisogno di questo ma di una ricostruzione antropologica e politica che dia auto-rappresentanza al basso, senza bisogno di sinistre guide che presumono di avere l’investitura e la capacità di aiutare questo processo.

Questa è la vera posta in gioco oggi: andare verso un vero percorso di cambiamento oppure rallentare, se non affossare per sempre, tutto questo creando nuovi partiti, leader, apparati con gli stessi pezzi del Lego.

Per fare questo non servono partiti, leader, nuove invenzioni.
Bastano le “persone” che ormai non hanno più bisogno di balie dei secoli scorsi.

The game is over, la cosa più di sinistra è capirlo.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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