Il caso “Sofri” dà la stura a incultura, disinformazione, opportunismo politico

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Come molti della mia “generazione ribelle”, ho avuto modo negli anni ’70 di conoscere Adriano Sofri, già leader di Lotta Continua, di averlo ascoltato nei suoi discorsi, di avere letto i suoi scriti.

Adriano Sofri – una delle personalità più importanti della cultura italiana ed europea, giornalista per “La Repubblica e “Il Foglio”, scrittore saggista – viene chiamato dal Ministro della Giustizia Orlando a partecipare a una Consulta di esperti sulla riforma carceraria.
Nessun incarico di consulenza, come i giornalisti inventano, gonfiando la notizia (come spesso fanno). Solo una tavola rotonda dei maggiori esperti sull’argomento. E Adriano Sofri lo è.

Come dice il Senatore del PD Luigi Manconi:
Il libro Altri Hotel” scritto da Sofri è uno dei più straordinari strumenti di indagine e conoscenza sul sistema penitenziario che già giustifica la scelta del ministro Orlando”.
Gli fa eco il presidente dell’Associazione Antigone, Patrizio Gonnella che, nel ricordare la sua indiscussa valenza di uomo di cultura, aggiunge:
Sono inaccettabili le polemiche del Sappe a proposito del ruolo che Sofri avrà all’interno degli Stati generali. Il suo contributo, anche alla luce dell’esperienza sofferta, sarà un arricchimento per tutti anche per il personale penitenziario”

Ma Adriano Sofri, si sa, è stato condannato a 22 anni di carcere quale mandante dell’omicidio del commissario Calabresi (quello che alcuni sostengono abbia “suicidato”  l’anarchico Pinelli, volato dal quarto piano della Questura di Milano dopo la strage di Piazza Fontana).
Adriano Sofri è quindi tecnicamente un “assassino“. Così lo si può definire senza tema di smentita in quanto c’è una sentenza definitiva che lo permette, anche se quel processo e quella brutta storia è densa di ombre e dubbi.

La verità giudiziaria, si sa, non sempre coincide con la verità tout court e con la verità storica.
Personalmente credo che Adriano Sofri andasse assolto.

Ma ovviamente fa testo la sentenza definitiva pronunciata dalla Corte di Cassazione.

Adriano Sofri ha scontato la sua pena pur dichiarandosi sempre innocente e rifiutando di chiedere la grazia in quanto sarebbe stata un’ammissione di una colpa non commessa.
Quanto ancora dovrà pagare?

Oggi Sofri è uno delle più grandi personalità della cultura europea e il suo contributo alla causa della riforma carceraria sarebbe stato un valore aggiunto per la situazione insostenibile che si vive nelle nostre carceri e di conseguenza un contributo all’intera società.

Ma viviamo in una società ottusa, arretrata, incapace di valorizzare le sue risorse ma pronta a gridare allo scandalo a seconda della collocazione politica.

Bene ha fatto quindi Sofri a rifiutare l’invito del Ministro della Giustizia Orlando a partecipare a quella tavola rotonda. Uno che ha il “marchio dell’assassino” pur essendo molto probabilmente innocente e pur avendo ormai scontato senza fiatare la sua pena, pagando la pena inflittagli così come richiesto dalla Giustizia, pare non meriti cittadinanza in questa società e il suo contributo ad elevare il grado di civiltà e di diritti del nostro paese non è gradito.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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