ALLINEATI E COPERTI (paleo-sinistra italiana e Tsipras)

allineati e coperti

Enrico Berlinguer diceva “Gli uomini possono sbagliare, il partito non sbaglia mai”  e – pur nel suo distacco dal comunismo sovietico – rifletteva ancora un modo di intendere il Partito in un modo giunto intonso alle attuali formazioni della sinistra (ex?)radicale.
La visione dogmatica-teocratica della politica presuppone che il Partito (qualsiasi esso sia) deve apparire ed essere percepito perfetto, infallibile, unito, anche se al suo interno ci sono divergenze, insofferenze, crisi profonde.

L’autocritica è bandita dalle possibilità politiche e si traduce in quella che eufemisticamente viene mascherata come “un’analisi alla luce di nuove situazioni sopravvenute”.
Questo escamotage consente il cambiamento senza ammettere palesi e macroscopici errori politici, che diventano, nella rappresentazione ad usum delphini, semplici scelte che erano giuste al momento ma oggi superate dai nuovi scenari.

Il Partito quindi continua a “non sbagliare mai”……

Ma ci sono situazioni in cui anche questo escamotage non è attuabile e questo avviene quando si investe troppo (o addirittura tutto) su qualcosa o qualcuno.
E’ il caso di quanto sta succedendo nella sinistra italiana riguardo a Tsipras e i suoi evidenti errori politici che potrebbero essere tranquillamente ammessi, senza per questo mettere in discussione quanto ha fatto in passato né stigmatizzarlo come “traditore”.

L’aver investito troppo su un leader, averne addirittura preso il nome come simbolo quasi totemico, non permette però nemmeno più un eufemistico distacco.
La sua sconfessione o anche una semplice critica scalfirebbe troppo la solidità di quanti lo hanno sostenuto facendone un novello Che Guevara.
L’aver trasformato delle indubbie potenzialità nella natura stessa, per alcuni addirittura unica, del proprio progetto politico presuppone ora un imprescindibile restare allineati e coperti a difendere anche l’indifendibile e a trasformarsi da “radicali” in “cauti riformisti”.

Sottolineo che non sto parlando né voglio entrare nel merito di nulla che riguardi la Grecia perché questa operazione della sinistra italiana guarda unicamente al tornaconto nostrano e alla necessità di continuare a dare un’immagine granitica, affidabile, credibile del progetto che così tanto ha fatto riferimento al leader greco, anzi: al suo nome.
Tutto questo è un altro aspetto della paleo-politica che, sostanzialmente a scopi elettorali, non può permettersi il lusso della coerenza e dell’analisi obiettiva che passano quindi in secondo piano rispetto alla primaria necessità di difesa delle proprie strutture.

In Italia, tra le formazioni “esterne” all’AET, solo Azione Civile ha avuto la coerenza politica di prendere atto di un cambiamento avvenuto all’interno dell’Altra Europa con Tsipras (AET) che, dall’auspicio di un “soggetto politico nuovo” che nasceva come creazione di un fronte aperto, unitario, inclusivo, è passata alla adesione alla costruzione di una “casa della sinistra e dei democratici”, praticamente la solita federazione elettorale di partiti già vista millanta volte.
Per questo Azione Civile, senza rinnegare la sua precedente partecipazione, ha deciso coerentemente di uscire dall’AET non condividendone il nuovo corso così diverso e opposto alle intenzioni originarie.
Ma ancora prima una vasta opposizione interna alla deriva “partitica” dell’AET si è verificata all’interno stesso dell’AET portando la componente di “Prima le persone” a cercare un dialogo, sistematicamente negato, per riportare l’AET allo spirito originario. All’ottusa chiusura di AET non si è potuto far altro che abbandonare il progetto ormai snaturato per dar vita a un vero progetto di alternativa alle solite coalizioni di apparati partitici.

Così dovrebbe essere la politica: coerente e conseguente, senza difesa a priori di roccaforti, simboli e nomi ma capace di evidenziare errori di chiunque, anche di chi potrebbe far comodo per la propria immagine.

Nella nuova politica che immagino, non c’è paura di cambiare né di dire “ho sbagliato”, non c’è l’idolatria del simbolo, del nome, del leader ma c’è solo il perseguire un progetto che unisca “persone” più che partiti, c’è l’essere pronti anche a dismettere il proprio identitarismo (non l’identità) e la stessa propria esistenza, se necessario, per confluire in un fronte popolare unitario capace di andare verso una vera alternativa europea che si muova con coraggio e in grado di ribaltare questa Europa di banche e lobby, non certo per accettarne ricatti in maniera suicida.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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