“Proletari di tutto il mondo unitevi !” ma solo tra di voi… (Europa, Grecia, Italia)

proletari
Mai come ora l’imperativo marxiano è attuale e urgente.
Questa volta però i fantasmi che si aggirano in Europa sono purtroppo ben altri e l’imperativo stesso, mondato dalle incrostazioni storiche, si ripresenta restituito al suo significato più semplice e profondo di opposizione che nasce dall’unione di tutti gli sfruttati.

Marx è morto (non certo il suo pensiero e la sua metodologia di approccio alla realtà), Lenin anche (e non lotta più insieme a noi, anche se il suo contributo è stato fondamentale per la riscossa dei popoli del mondo), la Sinistra Europea è messa male e sulla malattia terminale di quella italiana meglio stendere un pietoso velo…

In una società globalizzata, anche e soprattutto nello sfruttamento e nell’annullamento dei diritti, non si tratta più di trovare il “Partito guida” o il “Leader maximo”. Che ci resta allora?

Ci restano quelli che ancora possiamo definire “proletari” in un’accezione estesa che comprende tutti gli sfruttati (quelli del nostro Paese e del nostro continente ma anche quelli che scappano da guerre e miseria del sud del mondo).
E ci resta la possibilità di unirli, non più intorno a una classe politica, ma gli uni con gli altri, su delle coordinate di alto/basso, al di fuori delle logiche usurate dell’agone partitico.

Loro sono il nostro futuro. Solo dalla loro presa di coscienza di auto-organizzazione e auto-rappresentanza può costituirsi in tutta Europa una forza tale da rendere possibile una vera alternativa; e spesso la forza è quella che  nasce purtroppo dalla disperazione.
Nei proletari (auto)organizzati non ci sono calcoli di equilibrismo politico, non esiste il concetto thatcheriano del T.I.N.A (there is no alternative – non ci sono alternative), non ci sono compromessi, ambizioni personali o di gruppo, calcoli elettorali.
C’è quello che a ben vedere ha reso possibili le grandi rivoluzioni: sogni, speranze, voglia di cambiare, nessun timore del rischio, pensare in grande, lungimiranza, capacità di osare il nuovo e di puntare a realizzare obiettivi che sembrano irraggiungibili. Un navigare in mare aperto e non più nel comodo sottocosta delle strutture esistenti.

Certo oggi tra loro c’è scoramento, delusione e diffidenza ma tutto questo non può essere curato in modo omeopatico; non si può propinare la stessa medicina che è stata la causa di questa avversione alla politica.
La soluzione non passa più da improbabili unità della sinistra, da nuove coalizioni, dai soliti programmi elettorali calati dall’alto.
Non funziona più così e l’astensionismo al 51% dovrebbe farlo capire.
E non serve cambiare la “confezione” o liftare i vecchi leader, non serve riproporci la solita favola del “passo indietro” e dell’accenno al coinvolgimento della base, che non è altro che il vecchio lupo travestito da nonna buona.
Crederci ancora è sinceramente patetico, ancor di più se a dirlo sono gli stessi di sempre e che da sempre l’hanno detto.
Serve uno scarto che, prendendo marxianamente coscienza del mutato quadro sociale, sappia darne una soluzione cogente.

La “questione greca” è esemplare: il tentativo di Tsipras poteva essere la “iskra” capace di accendere il fuoco europeo ma si è impantanata nel politicismo e nella paura di fare l’ultimo passo avanti.
La sua rielezione è una vittoria di Pirro: la sfiducia e l’astensione popolare è aumentata (solo il 56% di votanti contro il 64% al referendum ), Syriza non è più lo stesso partito dopo aver determinato in modo dirigista il distacco delle minoranze, perdendo una possibilità di confronto interno (le minoranze non sono un peso, come pensa Renzi, ma una possibilità di riorientare le proprie decisioni); Syriza è oggi una coalizione governista e costretta a subire le imposizioni della Troika; la sua maggioranza è fragilissima, più di prima, e sarà probabilmente costretta ad allargarsi ad altre forze politiche ma ovviamente in cambio di una minore radicalità rispetto a quella iniziale della sua politica e a un totale asservimento ai diktat dei potentati europei.
Sarà arduo cambiare qualcosa nelle condizioni date e stritolati dalle conseguenze del memorandum firmato.

In Italia le cose non vanno certo meglio. Assistiamo alla schizofrenia politica di chi ha simboli, canti e idoli rivoluzionari e oggi, anziché propugnare una spinta radicale, plaude al tatticismo politico di Tsipras, al T.I.N.A. e al saper tessere del politico cavouriano; vediamo una lotta intestina tra i nuovi parvenus fuoriusciti dal PD per mettere l’ipoteca della propria leadership sulla prateria lasciata dallo spostamento a destra di Renzi; vediamo la solita preparazione di programmi calati dall’alto sperando nella buaggine popolare.
Assistiamo al solito dividersi dei partiti di sinistra tra chi vuole allargare il suo, dandogli un altro nome e chi vuole mantenere il proprio identitarismo per lasciarsi vie di fuga, come già fatto alle scorse elezioni politiche.

La soluzione non sta certo nel “ricostruire la sinistra“, sbagliato ancor più che impossibile, ma sul “essere di sinistra“, e cosa è più di sinistra e marxista che unire la base sociale degli sfruttati, facendoli auto-organizzare e in futuro auto-rappresentare con nuove metodologie, vera orizzontalità, totale autonomia da segreterie, comitati politici, leader, apparati, programmi scritti a tavolino, partiti da votare.
Unirsi ed essere attori e non più elettori di partiti-guida.

La soluzione è ripartire dalla base, ma veramente dalla base, non da partiti che “aprono” alla base.. Tutto è ancora racchiuso in quell’imperativo marxiano:

“PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI !”
ma solo tra di voi… (n.d.r….)

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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