Archivi del mese: novembre 2015

ROMANZI DI APPENDICE (Sinistra Italiana vs Possibile))

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La lettura più divertente di questi giorni – a cui mi dedico ogni sera quando vado a letto come fosse un romanzo di appendice – è lo scambio di email che vede da una parte altrieuropeisti (si dirà così?) che sostengono il progetto (si può chiamare così?) di Sinistra Italiana e dall’altra parte i sostenitori dell’idea (si può chiamare così?) civatiana.

Il capitolo attualmente in corso riguarda il concetto di “furbizia“.
Il canovaccio è sempre il solito della diatriba a sinistra con spaccatura del capello, accuse reciproche, distinguo ideologici e altro come da repertorio ma il divertimento è assicurato al cento per cento.

Intanto – indifferente come il Tempo alle risibili caducità umane – la realtà della costruzione dell’alternativa politica va da un’altra parte, quella dell’autorappresentanza sociale. Ma costoro continuano a cantarsela e suonarsela tra loro: l’orchestrina del Titanic insomma.
Ultimi giapponesi di un modo di far politica che poteva funzionare nell’Ottocento e nel Novecento ma che è destinato a sparire nei primi decenni del XXI secolo.

Tra qualche anno qualche spedizione esperta in reperti di “rappresentanza politica” andrà a recuperare tra i relitti sommersi qualche informazione che ci possa parlare dell’assurdità di questa Bisanzio nostrana che non vuole arrendersi a un inevitabile  e inarrestabile cambio d’epoca.

Gian Luigi Ago

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LA COSA ROSSA

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Nuntio vobis gaudium magnum: habemus ruber res!!!
Nasce finalmente “la cosa rossa” che riunisce la sinistra radicale più gli ex dem.
La povera creatura è la sorellina quasi gemella di altri sfortunati  parti come quelli della Sx Arcobaleno, Federazione della Sinistra, Rivoluzione Civile e l’Altra Europa.

Un articolo del Manifesto ne spiega la  composizione e gli step che dovrebbero portarla alle future elezioni politiche (ma forse già alle amministrative del 2016) come forza di (centro)sinistra antagonista del PD.
La parola “centro” tra parentesi è purtroppo inevitabile in considerazione che SEL, parte predominante della “cosa rossa” continua a predicare alleanze col PD o suoi candidati da valutare volta per volta.

L’ennesima coalizione della sinistra sinistra (non è una ripetizione…) prende dunque forma e sempre con metodi molto discutibili, cioè con i “soliti accordi” (come cantavano Enzo Jannacci e Paolo Rossi) convenuti dai soliti leader e dalle solite segreterie.
Sempre quindi al vertice di qualsiasi base.

L’articolo del Manifesto non dice però i risvolti di questi patteggiamenti: nella riunione ha potuto parlare solo chi era stato delegato (Revelli, Civati, Ferrero, SEL, Fassina, ACT).
Non una vera assemblea che, come già ci ha insegnato non molto tempo fa L’Altra Europa, non rientra nei loro standard democratici,
Nessun altro ha potuto intervenire, nemmeno l’eurodeputata Eleonora Forenza (di Rifondazione).
E’ stato redatto anche  un documento, ovviamente calato dall’alto e senza possibilità di essere modificato.
Non era presente alcuno dei movimenti, che a parole si dice di voler includere, probabilmente per fare numero, visto il metodo dirigista di questa nascita.

E se il buongiorno si vede dal mattino, c’è da temere che rivedremo film visti più volte, ultimo dei quali la desolante esperienza del COT (Comitato Operativo Transitorio) dell’Altra Europa che ha dato il colpo di grazia a qualsiasi forma di democrazia interna.

Purtroppo questa creaturina, oltre ai fidelizzati, attirerà le speranze di alcuni delusi e dirotterà anime belle verso il solito vicolo cieco di un inutile galleggiamento istituzionale, verso la creazione di un partito-sponda alla sinistra del PD, incapace di trovare un vero contatto con la base sociale – che ormai ha scelto altre strategie sulla base di auto-organizzazione e auto-rappresentanza–  e impelagato nei soliti balletti politicisti.
Però (perché c’è un però) garantirà la sopravvivenza delle vecchie strutture e qualche poltrona parlamentare e locale ai soliti noti. Ah be’…allora…

Inutile dire che di tutto c’era bisogno fuorché di un nuovo partito/coalizione fatto dalle solite facce e dalle solite strutture.

Che altro dire per ora?
Auguri a chi abboccherà ancora…

Gian Luigi Ago