Seminatori e raccoglitori

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Il mondo sembra andare a destra, dalla Francia di Marine Le Pen agli USA di Donald Trump, passando per l’Italia di Renzi, Salvini, Grillo, Meloni e Berlusconi.
La gente dà retta ormai solo a concetti semplici, istintuali, slogan e promesse, cerca qualcuno a cui affidare col voto la soluzione ai propri problemi.
Ed è normale: vent’anni di devastazione culturale, politica e antropologica hanno creato una massificazione verso il basso, hanno intenzionalmente prodotto astensione, disillusione, allontanamento dalla politica attiva vista ormai quasi con disgusto.

In questo scenario pensare a un progetto di costruzione di vera alternativa al sistema neoliberista sembra una follia.

Ma io dico che invece il nostro momento è ora e che la situazione è eccellente (parafrasando il Grande Timoniere..).

L’importante è capire cosa serve oggi, cosa si deve fare per dar vita a una possibile futura alternativa di governo.

La prima cosa da evitare è proporre le cose che oggi si pensa la gente voglia (partiti forti, slogan, promesse, leader, ecc.). Continuando a pensare che il nostro obiettivo siano amministrative e politiche prossime venture e attrezzare nuove coalizioni e partiti significa entrare in una logica competitiva che non avremo mai la forza di poter cavalcare pensando a un successo a breve termine.

Certo, si può (non obbligatoriamente però) partecipare a competizioni elettorali sperando in modesti inserimenti nelle istituzioni ma dobbiamo capire che quello è un terreno da cui non usciremo certo con una vittoria.
Continueranno ancora per un po’ a vincere loro, dobbiamo farcene una ragione.
La soluzione non sta nel convincere gente delusa a votare ancora una volta per qualcuno che fa promesse per poi deluderli ulteriormente.

Oggi quello che dobbiamo fare è riconquistare la gente alla politica attiva, ricostruire quello spirito civico che è stato disgregato e questo non si fa riportandoli unicamente nella cabina elettorale a votare partiti uguali, a parte qualche differenza, ai soliti che hanno fallito.

Quello che va fatto è rendere la gente attrice prima ancora che elettrice, coinvolgerla in grandi lotte significative per loro, nelle grandi campagne referendarie, riportarla a parlare e ad agire la politica nei territori, nell’interconnessione con quanti nella base sociale (e non nelle stanzette dei vertici partitici) vivono i problemi di ogni giorno.
Solo così potremo riparare ai danni antropologici creati negli ultimi vent’anni.
Riproporre le solite soluzioni non funziona più.

Solo in un percorso realmente di base si può col tempo dare forma a un fronte popolare che non avrà nemmeno più bisogno di partiti che rappresentino la base in quanto il “partito” se lo farà la base stessa auto-rappresentandosi e potendosi presentare a delle elezioni future con l’ambizione di poterle vincere per cambiare il governo del Paese.

E’ un percorso diverso dal passato. Non serve cambiare i partiti e le classi dirigenti degli stessi, non serve unire insieme cocci del passato.
Bisogna fare un percorso diverso tra comitati, associazioni, movimenti di base che già sono attivi sul territorio.

Anch’io vorrei fosse possibile presentarsi alle prossime elezioni politiche e vincerle ma so che è una pura utopia e so che non è da una sommatoria di progressive piccole percentuali che si arriverà a governare.
Le elezioni dovrebbero essere il momento in cui si raccolgono i frutti del consenso creato sul campo, non un momento per cercare consenso.

La politica non si fa con i “desiderata” ma con quello che è necessario fare.
Dobbiamo accettare i compiti che richiedono i tempi storici.
Non è il tempo per impossibili vittorie in uno o due anni.
Ci è toccato il “destino” di vivere in questo tempo e il nostro lavoro è di ricostruire dalle macerie.

Per questo il nostro compito è lavorare duramente e a lungo per ridare speranza ai delusi, ricreare partecipazione attiva, connettere e unire lotte tra di loro, non sigle e leader tra di loro.

Solo capendo che oggi è necessario fare questo e che probabilmente chi raccoglierà i frutti saranno altri, potremo fare la cosa giusta, senza ostinarci a ripetere gli errori del passato.

Siamo i seminatori non ancora i raccoglitori.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

One response to “Seminatori e raccoglitori

  • Giuseppe Gallenti

    Lotta al neoliberalismo Volete salvare Gaia?Liberalizzate,legalizzate,depenalizzate la Canapa.L’UNICA VIA ALLA SALVEZZA………….

    Volete creare lavoro ? Volete combattere le Mafie ? Volete fare la lotta al neoliberalismo ? Volete immettere ossigeno ? Volete bonificare i terreni ? Volete creare una medicina a misura d’uomo ? Volete creare una Plastica Bio-degradabile ? Volete creare Bio-Combustibili ? Volete nutrire l’umanità ?

    Proposta per liberalizzare dai monopoli http://www.primalepersone.eu/cms/?q=node%2F183 Tutte le cose che vorrete saranno possibili con la Canapa e dovete solo volerlo!

    “Il Maestro apre la porta, ma tu devi entrare da solo.” (Proverbio cinese)https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1099708083380521&set=p.1099708083380521&type=3&theater

    Date: Tue, 8 Dec 2015 20:48:10 +0000 To: giuseppe.gallenti@outlook.com

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