ANALISI DEL SANGUE A SINISTRA

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Tra i modi di dire politici quello più main stream è “fare le analisi del sangue” e con questo si vorrebbe indicare un’intenzione inclusiva che critica chi, – nel momento di unire persone o forze – mette dei limiti in base alle appartenenze.
Appare quindi paradossale che a pronunciare più spesso questo termine sia proprio chi stabilisce la propria appartenenza sulla base di analisi del sangue che certifichino la corrispondenza con nomi, simboli, bandiere, apparati.

A sinistra ci si divide tra chi pensa che bisognerebbe sciogliere i partiti e dar vita a un soggetto unitario, appunto della Sinistra, e chi vorrebbe che questo soggetto fosse solo un’unione di diverse forze che mantengano però le proprie identità di partito.

Entrambi, a mio parere, sbagliano perché già il voler circoscrivere il nuovo soggetto al termine Sinistra è già fare un’analisi del sangue. E questo perché quando viene usato quel termine non si intende tanto un sistema valoriale quanto piuttosto un’area che racchiude alcuni partiti.
Per me c’è poi un’altra contraddizione fondamentale: chi vuole fare questo processo costituente lo vuole fare sì aperto a chiunque lo condivida (cosa banalmente logica) ma pretende che nasca da incontri e decisioni della solita oligarchia dei pochi partiti di sinistra. Certo poi chiunque è da loro ben accetto basta però che aderisca al pacchetto già preconfezionato dai soliti noti, magari sottoscrivendo anche una tessera.
Nulla di nuovo sotto il sole.

In questa procedura c’è quindi comunque un’analisi del sangue basata su una condivisione del “gruppo sanguigno” costitutivo di quel nuovo soggetto.

La vera inclusività dovrebbe invece essere basata su due concetti fondamentali.
Il primo è che, trattandosi di forze diverse, il confronto non può partire dall’adesione a un soggetto per di più costituito all’alto di pochi ma dovrebbe limitarsi a una “relazione” tra diverse forze senza alcun soggetto includente, senza nomi, simboli, statuti, programmi, ecc. Un percorso di confronto e di costruzione comune.

Non serve quindi un soggetto prestabilito, che magari potrebbe nascere in futuro se e quando se ne sentisse la necessità e al termine di un percorso fatto insieme, ma piuttosto uno spazio assembleare permanente in cui interconnettere le forze ma senza dar vita a coalizioni elettorali e peggio ancora a partiti.

Meglio ancora sarebbe se fosse una “relazione” solo di persone o al limite di movimenti, associazioni, comitati e coordinamenti di lotta, ecc.
Un percorso simile sarebbe veramente un evitare analisi del sangue. I partiti però non hanno alcuna intenzione di fare questo: vogliono mantenere i propri apparati, restare attaccati ai loro gruppi sanguigni e al massimo sono disponibili solo a un soggetto unitario (della Sinistra) che sia una casa comune ma che consenta ad ogni momento una possibile via di fuga.

Questo spirito unitario non nasce quindi da una vera presa di coscienza della necessità storica di un nuovo modo di far politica ma piuttosto da tattiche contingenti che permettano di raggiungere percentuali più alte di quelle che si prenderebbero da soli.
Tutte cose già viste con le numerose fallite esperienze come quelle della Sinistra Arcobaleno e di Rivoluzione Civile.

Quello che serve oggi è invece ben altro.

Serve un modo e una cultura di far politica che ricomponga la frammentazione sociale di base in un percorso di lavoro insieme che non pretenda di “partire” da un soggetto politico ma che casomai lo auspichi come un qualcosa a cui “arrivare”.

Ecco qual è quindi lo scenario attuale sul terreno delle possibili alternative all’attuale sistema.
Da una parte abbiamo una sorta di “conservatorismo” con i soliti tatticismi ed equilibrismi politicisti che cercano un’unità che tale non è in quanto spesso parallela alla propria appartenenza e tesa comunque a mantenere o ad acquisire presenze istituzionali e a salvare da una naturale estinzione leader e apparati politici.
Dall’altra dei percorsi di base “senza analisi del sangue” che tendono alla ricomposizione della base sociale basata sulla relazione, interconnessione e confronto che parta dai territori e dalle realtà di lotta nell’ottica di una futura auto-organizzazione nel solco di una conversione ecologica dell’economia e della società; un mettere in campo nuova cultura e nuove forme della politica che puntino a una reale auto-rappresentanza della base sociale.

E’ su questi due percorsi inconciliabili che si gioca la possibilità o meno di creare un vero fronte popolare di futura alternativa di governo che vada oltre le vecchie logiche della politica che conosciamo.

Adelante!!!!

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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