I RE NUDI (lettere aperte)

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La lettera aperta inviata urbi et orbi  da Pippo Civati e Paolo Ferrero, a firma congiunta, contiene molte osservazioni condivisibili se non fosse però viziata.. (perché c’è sempre un però) dal piccolo particolare che, nel momento in cui l’invito a una partecipazione “dal basso” parte “dall’alto” di due capi di partito, è inevitabile che cambi tutta la sua valenza, oltre a indurre più che legittimi sospetti.

Oggi quello di cui c’è bisogno non è tanto  una fittizia “partecipazione dal basso”, quanto piuttosto un costruttivo “input dal basso” che provenga da un lavoro di ricomposizione sociale perseguito al proprio interno. Altrimenti, sotto diverse spoglie, non avremmo nulla di diverso da quanto sempre accaduto: cioè  partiti e leader che chiedono alla base sociale di aderire e “partecipare” ai loro progetti, votando poi i soliti candidati per farli eleggere come loro rappresentanti.

Certo, ora si parla, inevitabilmente, di maggior partecipazione e dialogo e ci si pone come semplici catalizzatori di un progetto.
Inevitabilmente… dicevo, perché la realtà esige termini nuovi e allora l’essere leader e guida deve essere presentato come essere “facilitatore
Ma la sostanza non cambia.

Non è solo una questione di forma in quanto trapela da ogni riga di questa lettera quello che si intende realmente, rivestendo vecchi concetti di un lessico e di un tono nuovo che servono appunto a darne una nuova appetibilità.

Ma basta leggere attentamente la lettera aperta per individuare con facilità i soliti elementi costitutivi.

La lettera inizia con l’indicazione dell’obiettivo principale e più urgente: le elezioni amministrative.
Non tanto quindi la ricomposizione sociale in se stessa, che appare invece nella lettera solamente funzionale a realizzare, tramite un improbabile successo elettorale, quanto è nel programma calato dall’alto dei partiti, che rimangono, in questa visione, i naturali rappresentanti della base sociale.
E il momento elettorale anziché uno strumento diventa un fine. Non che non sia importante chi amministrerà le città ma, per un progetto che punta a una futura alternativa di governo, le elezioni sono momento di verifica di un consenso frutto di un lavoro fatto tra la gente e non ricerca di consenso.

Oggi poi realtà e composizione sociale sono cambiate: l’autodeterminazione di base e il nascere di lotte spontanee e con risultati importanti, nate dai territori, dimostrano che la base è in grado di creare, al suo interno e in un percorso che si dipanerà in tempi realisticamente non brevi, un processo di auto-organizzazione e auto-rappresentanza per una  possibile futura  alternativa di governo.
Nella lettera ritornano poi i soliti concetti di “coalizione” e di “costruzione di un soggetto unitario di sinistra”.

E’ chiaro, infine, che questo progetto viene presentato per contrapporsi tempestivamente a quello proposto da Sel e Act, non molto dissimile da quanto scritto nella lettera aperta, tranne che per l’invito ai partiti a sciogliersi, punto su cui si sono rotte le trattative tra i partiti stessi (trattative anch’esse tutte svoltesi, guarda caso.. al vertice e senza la presenza di base sociale).

Una lettera aperta che quindi  nasce sempre dalle solite divisioni e lotte egemoniche o di sopravvivenza autoreferenziale interne alla sinistra (intesa come sigle) dove oggi si fa a gara a chi appaia più orizzontale e diverso dal passato ma per proporre poi, in definitiva, sempre il solito schema di partiti e leader guida (oggi “facilitatori”), basato su sinistra unitaria e programma politico-elettorale a cui la gente deve “partecipare” soprattutto con il voto.

Mai un farsi da parte, mai un passare il testimone, non tanto a giovani apparati e quadri di partito, quanto, una volta per tutte, a quella base sociale a cui ci si rivolge senza voler capire che oggi essa è in grado di ricomporsi da sé e auto-rappresentarsi senza più bisogno di far riferimento a sigle, leader e apparati che da oltre vent’anni non hanno fatto altro che fallire, dimostrando, anche nei numeri, di non essere più in grado di rappresentare nessuno.

Credo che, nonostante i vestiti nuovi, i Re siano ormai definitivamente e visibilmente nudi.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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