LA COSA GIUSTA(il totalmente inedito)

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Ad ogni momento topico della nostra devastata politica italiana (soprattutto se in prossimità di elezioni…) si ripropone il solito mantra delle buone intenzioni tese a fare finalmente.. “la cosa giusta”.
E allora assistiamo a un florilegio di proposte di percorsi per unire la Sinistra.
E tutti a dire:
“Questa volta dobbiamo davvero superare le differenze
Ora è davvero il momento di non fare più gli errori del passato”.

Ma se ci si riflette un momento ci si accorge che il fatto che le proposte siano tante e provenienti da diversi proponenti è già una dimostrazione di divisione e un tentativo di attribuirsi la primogenitura dell’operazione (e conseguentemente anche una probabile futura conduzione della stessa o derivanti rendite di posizione).
E parimenti, soprattutto per chi è più avanti negli anni, è facile accorgersi  che è un film già visto mille volte con le identiche buone intenzioni e con le identiche modalità.
Di volta in volta si dà solo una verniciata di attualità in base al mainstream del momento. Ma gratta gratta, sotto la vernice c’è la solita ruggine.

Altra cosa particolare è che questi input arrivano sempre dai soliti personaggi e/o comunque da personalità politiche o dell’intellettualità che, da buoni politici illuminati, offrono magnanimamente al popolo la loro proposta che è comunque già prefissata in un percorso già strutturato.

E allora ne vediamo di ogni: ad esempio, sull’onda della vittoria referendaria del NO,  si pensa di trasformare i Comitati del NO in incubatrici della nuova alternativa, dimenticando che lì dentro si ritroveranno per lo più apparati di partiti e Associazioni gestite da chi appoggia questo sistema e fa riferimento più che altro al PD, partito dove anche i più progressisti non potranno mai avere intenzioni reali di cambiare questo sistema.
E c’è anche da tener presente che se da quel quasi 60% di NO referendari, togliamo tutti i voti fideistici di quanti si riconoscono nella destra: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, e di quanti si riconoscono nella destra moderata dei 5  Stelle, rimane una percentuale molto più bassa.
E se da  questa togliamo ancora  chi  ha votato solo per manifestare la propria insofferenza, la propria rabbia e il proprio disagio sociale, chi ha votato solo contro la persona di Renzi e la sua arroganza,  chi contro l’impoverimento delle classi medie, chi contro le singole leggi del governo come il job’s act, la buona scuola, ecc. vedremo che coloro che hanno votato veramente perché hanno capito il pericolo autoritario insito nella riforma e quindi unicamente per difendere la Costituzione si riducono a una percentuale veramente molto bassa.
Non ci si può quindi illudere di avere  di fronte un popolo pronto a impegnarsi attivamente per ripartire. Anzi, probabilmente la maggior parte di chi ha votato NO tornerà ad astenersi alle prossime elezioni politiche perché il vero segnale di questa grande partecipazione al referendum è un altro: quello di una voglia di decidere in prima persona e incidere direttamente sulle scelte politiche.

Ci sono poi in campo anche progetti che si possono definire “araba fenice”, cioè partiti che si sciolgono, si fondono insieme, cambiando il nome ma non facce, progetti, metodologie.
E via all’ennesima proposta di creare una Nuova Sinistra.

E poi anche tantissimi altri movimenti che lanciano proposte di aderire ai propri Progetti dai diversi nomi (X,Y, Z) ma sempre già definiti a tavolino da pochi.

Ma si dirà:
Qualcuno dovrà pure proporre e dare un input, come fu, ad esempio
per l’appello de L’Altra Europa”.

Ed è qui l’errore: oggi non serve una proposta in cui coinvolgere la base sociale (per poi travestirla da bacino elettorale alle prime elezioni) perché così si fa di fatto quello che si è sempre fatto e che è sempre fallito.

Si pone allora la classica domanda leniniana: Che fare?
Se vengono bannate tutte queste proposte, quale sarebbe mai la soluzione?

La soluzione è esattamente quella del non-deja vu, del non-strutturato, del non-proposto, del non-offerto.

Oggi non serve, e da tanto tempo in molti lo diciamo, un soggetto o una coalizione e nemmeno un percorso, se esso è già dato, già scritto, già programmato.
Oggi serve uno SPAZIO, aperto  a tutte le donne e uomini di “buona volontà”, uno “spazio vuoto” dove non ci sia un percorso già prestabilito, come quello di ripartire dai Comitati del No o di unire i vari soggetti politici.
Questo spazio, in cui far confrontare cittadini, associazioni, soggetti politici deve partire da zero, da uno brain storming iniziale basato su una sola domanda:
Come possiamo creare una vera forza di alternativa che non sia più espressione di ceti politici ma di una base sociale che possa auto-organizzarsi  e poi auto-rappresentarsi?

Ed è in questo confronto che dovrà essere deciso il percorso, le sue tappe, le sue modalità di operatività, senza che nessuno ci indichi già una proposta che prevede a priori una casa, un percorso con già un elenco di tappe, percorso a cui di fatto “aderire” seppur partecipando, sia esso la trasformazione dei Comitati del No, sia quello di unire i partiti politici o sottoscrivere progetti di vari movimenti.

Oggi questo è l’unico modo che può riportare la gente a fare politica attiva, a decidere direttamente, senza deleghe, e non solo in vista di elezioni, ché poi questi progetti oggi in campo sono, nemmeno tanto velatamente, tesi a trasformarsi in liste elettorali che, schiacciate dalla tripolarità delle grandi formazioni politiche, non potranno avere alcun successo ma saranno invece foriere di nuove delusioni (direttamente proporzionali alle illusioni e utopici entusiasmi messi in campo) e di nuove astensioni.

Rompere il muro tra rappresentati votanti e rappresentanti deliberanti, eliminando lo iato tra ceto politico e base sociale, è oggi l’unico modo per creare una grande forza alternativa consapevole, politicizzata e non invece soltanto un esercito di mani con matite copiative per votare il delegato o il partito/coalizione/federazione di turno.
Certo: si arriverà ad elezioni vincenti, prima o poi (speriamo il prima possibile) ma è attraverso questa crescita insieme, nei tempi dovuti e non affrettati da scadenze elettorali, attraverso questa  crescita collettiva creatrice di ricomposizione sociale, che il popolo esprimerà, dal suo interno, i “propri candidati” costituendosi contemporaneamente anche come forza politica capace di supportarli e relazionarsi con essi senza più doversene  tornare a casa dopo il voto in attesa delle prossime elezioni.

Per fare questo occorre dar vita ovunque ad ASSEMBLEE TERRITORIALI, fornire metodologie che rendano possibile a TUTTI di poter proporre, discutere e decidere alla pari con chiunque altro, predisponendo  strumenti che possano realizzare tutto ciò, mettendo in interconnessione i vari territori.

Ma niente idee precostituite, niente case da cui partire, niente tappe di percorsi già indicate, niente obiettivi, niente strategie.

Oggi è esclusivamente il TOTALMENTE INEDITO che può dare vita a un vero incipit.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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