Archivi del mese: settembre 2017

Alleanza Popolare: si continua sulla vecchia strada

E’ uscito un nuovo comunicato  dei due dioscuri di Alleanza Popolare (Falcone/Montanari) dopo i precedenti, intervallati da una lettera a Pisapia…
Ho già scritto dei limiti di questo percorso, QUI riguardo al secondo passo dopo “il Brancaccio” e QUI riguardo alla lettera a Pisapia.

Questo nuovo comunicato esordisce parlando giustamente dell’emergenza del rinascente razzismo, con riflessioni teoricamente, politicamente ed eticamente ineccepibili, ma nella sostanza non fa che riproporre poi la solita soluzione degli ultimi quarant’anni:
“serve una lista unica a sinistra del PD”.
Si badi bene: una LISTA, non una forza o un movimento popolare e questo la dice lunga su che idea si abbia sullo svolgimento di  un percorso di alternativa.
Non ripeterò dove sta l’inadeguatezza; ne ho già parlato diffusamente nei due articoli che ho linkato.
Ma soprattutto è la parte finale di questo nuovo comunicato che lascia perplessi.
Ed è quando si arriva al “che fare?”.

Il comunicato infatti si conclude così:
“Decideremo poi insieme, e democraticamente, in una grande assemblea nazionale che sarà indetta alla fine del lavoro sul programma, il tipo di organizzazione che vorremo darci”
Qui c’è tutta la cifra di una prassi politica vecchia e di un percorso già visto mille volte e mille volte fallito.
Una logica capovolta.
Un progetto di partecipazione orizzontale (e questo non lo è) vorrebbe che il metodo (l’organizzazione) fosse preliminare a tutto il percorso. Qui invece si parla dell’ennesima Assemblea Nazionale, magari a Roma, dove parteciperanno solo qualche centinaia di persone, portando (alla stregua di delegati congressuali) quanto discusso in assemblee regionali che si sono svolte raramente qua e là con gestioni, metodi e distribuzione non omogenee.

Eppure alcuni, di buona volontà e grandi illusioni, hanno anche provato a suggerire ai due gestori del progetto (perché a loro bisogna rivolgersi…) l’attuazione preliminare di un metodo che partisse realmente dalla base.
Non sono stato tra quelli perché immaginavo in partenza che sarebbe stato uno spreco inutile di energie.
Il progetto è la solita araba fenice che muore e risorge dalle sue ceneri ma ogni volta sempre uguale e con la stessa formula:
qualche intellettuale, in prossimità di elezioni propone un percorso unitario, inteso come lista elettorale, parla di base ma agisce dal vertice e in sostanza cerca di mettere insieme pezzi di soggetti politici già esistenti. Tutto ciò fino all’elezione di uno sparuto numero di rappresentanti in Parlamento (sempre i soliti nomi) che saranno assolutamente inefficaci a incidere anche minimamente sulle scelte politiche. Poi la fenice muore e ognuno torna alle proprie Fortezze Bastiani fino a nuove elezioni
Se questo è un progetto di base….

Repetita iuvant: qualsiasi progetto che punti a una reale alternativa politica e che non venga costruito mattone dopo mattone attraverso un metodo che dia alla base sociale la possibilità e gli strumenti per decidere cosa il progetto debba prevedere, sarà inevitabilmente un progetto più o meno verticistico e destinato a non creare alcun tipo di alternativa politica.

Gian Luigi Ago

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