Priorità (coazione a ripetere)

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Insisto sempre sugli stessi concetti ma non è colpa mia se la realtà si ripete ogni giorno sempre uguale come in un eterno “giorno della marmotta”

Tutti oggi parlano di priorità.
Per molti, ad esempio è la legge elettorale.
Eppure è inevitabile che la faranno comunque i soliti noti e a loro precisa misura.
Raccolta di firme, petizioni o suppliche alle Istituzioni saranno cestinate senza nemmeno essere guardate, stiamone certi.

Altro esempio: tutti parlano di “ceto politico” però ogni iniziativa giusta si va a praticarla proprio insieme a quel ceto o comunque a chi come quel ceto ragiona;
e poi si grida allo scandalo e al fascismo se si prendono delle sportellate in faccia.

Nonostante tutto ciò, si continua a dedicarsi prevalentemente a battaglie, certo giuste, giustissime ma con un unico difetto: sono già perse in partenza perché non ci sono, anzi non ci si è mai preoccupati di costruire, le condizioni per poterle vincere.

E tra l’altro queste battaglie si scelgono seguendo l’agenda dettata dallo stesso ceto politico che si vuole combattere.

In parte questo approccio è dovuto all’abitudine a un’eterna opposizione e si pensa sempre alla pars destruens come se non dovesse discendere, o quantomeno andare di pari passo, da quella construens.
Non ci si rende conto che in questo modo il tempo passa e si fa il gioco del Potere che è ben felice che mai si metta mano a una costruzione che nasca soprattutto su una nuova presa di coscienza basata su un lavoro sociale, antropologico, culturale che torni a portare alla partecipazione attiva alla vita politica; lavoro che probabilmente non sarà certo breve nè tarato sempre e solo sulle prossime tornate elettorali.

Bisogna riportare i delusi alla vita politica attiva, si dice.
Giustissimo ma non si capisce che pensare che questo possa succedere solo presentando loro un obiettivo giusto e per di più modulato, come si diceva prima, su esigenze dettate da agende di quel ceto politico che ha creato quelle delusioni, apparirà ai delusi sempre come un qualcosa di interno a quello stesso mondo politico da cui si rifugge.

In questo senso la grande vittoria del referendum del 4 dicembre 2016 ha avuto anche un rovescio della medaglia che si è concretizzato in molti nell’equivoco di un popolo pronto a rispondere a qualsiasi proposta giusta.
Quel NO aveva invece dietro molti aspetti che lo hanno determinato.
E lo scrissi ampiamente QUI.

Il lavoro da fare, come si diceva sopra, è un lavoro di costruzione di un’attenzione alla politica vera, politica che non può essere quella dei balletti rappresentati nel solito teatrino politico; e nemmeno quella di obiettivi sempre modulati in riferimento ad esso.
Servirebbe una disintossicazione che portasse la gente a guardare quello che succede nell’attuale scenario politico per quello che è: un gioco di potere  e riposizionamento tra parti maggioritarie e minoritarie del ceto politico.
E come tale a non dargli più una soverchia importanza.

Bisogna ripartire dal più lontano possibile da quei luoghi, bisogna tornare nei territori,  a partire da quelli più piccoli, dalle esigenze più basilari, più contingenti, non dai grandi temi come la Costituzione o la Legge elettorale.
A questi ci si dovrà arrivare ma attraverso un’opera che porti i cittadini (e anche i non-cittadini) a farsi carico in primis  delle soluzioni dei loro problemi urgenti, del saperli connettere con quelli degli altri, nel riuscire man mano a farsi forza popolare cosciente e capace di auto-rappresentarsi con metodi inediti, tralasciando i balletti politici di cui sopra che tanto non cambieranno nulla, se non qualche virgola (e la storia degli ultimi decenni ce lo insegna). Serve una lenta costruzione di un sentire comune e partecipato.

Non è facile, ma il resto è perdita di tempo.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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