Un anno fa proponemmo…

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Un anno fa, più o meno in questi giorni, nel corso di un’assemblea politica nazionale svoltasi subito dopo il referendum del 4 dicembre, tra i tanti documenti/proposta presentati, ce n’era anche uno che avevo contribuito a redigere, insieme ad altri.
La proposta contenuta nel documento, partiva da un’analisi del mutato quadro politico per cui si sosteneva che:

“non è più credibile rieditare tentativi già falliti attraverso unioni della sinistra, coalizioni, federazioni o contenitori vari né tantomeno cercare l’affermazione di un singolo partito/movimento rispetto agli altri”

[da ora in poi i pezzi virgolettati in corsivo sono estratti testualmente da quel documento]

Si sosteneva quindi che:

“non si può più guardare unicamente al tradizionale recinto politico e mediatico che ormai non ha più alcun punto di riferimento con la realtà sociale essendosi trasformato in un ceto e in un ambito autoreferenziale, destinato all’inefficienza e alla naturale scomparsa”

Queste premesse erano seguite anche da un’analisi dettagliata sulla situazione economico-sociale ed evidenziava la necessità fondamentale di porsi l’obiettivo prioritario di una “riconversione ecologica dell’economia”

Le conclusioni erano molto semplici e si concentravano su pochi essenziali punti:

incamminarsi, insieme a molti altri soggetti individuali e collettivi, in un percorso orizzontale, democratico, innovativo sia nelle metodologie che negli strumenti, il più inclusivo possibile”;

“catalizzare i vari processi sociali già in atto, facilitare la interconnessione e confluenza in un medesimo percorso di quanti si sono allontanati dalla partecipazione alla vita politica”;

“evitare una volta per tutte di ripetere l’esausto schema di unire la sinistra per puntare a impossibili vittorie tramite graduali scalate elettorali”;

“riportarci alla politica attiva e soprattutto incisiva, “tra” e “con” la gente, aprendoci a tutte le possibilità di un confronto con la base sociale e impegnandoci in un lavoro di costruzione comune”;

“realizzare una vera democrazia orizzontale che permetta una partecipazione realmente attiva di tutti e ciascuno degli aderenti, aprendo alla partecipazione democratica di TUTTI gli aderenti a livello di proposte, di discussione e di voto. Tutte le proposte, le discussioni e le decisioni, non siano  prerogativa di pochi ma a disposizione di tutti gli aderenti”.

Riassumendo si proponeva di darsi una democrazia interna il più ampia possibile, mantenendo strutture di coordinamento ma rendendo TUTTI attori in TUTTE le proposte, discussioni e decisioni.

Inoltre si proponeva di ignorare il campo della solita Sinistra radicale e di rivolgersi invece ai tanti delusi dalla politica, anche dalle politiche della Sinistra più radicale, per coinvolgerli in maniera attiva in un percorso di costruzione di un’alternativa a livello di individui e non di partiti.

Si proponeva infine di lanciare questo nuovo processo in una grande Assemblea in cui i promotori fungessero  solo da facilitatori di questo percorso da fare insieme a quanti decidessero di farne parte.

Una proposta simile era già stata presentata in un’omologa assemblea nel 2015, e nel documento del 2016 se ne faceva cenno scrivendo che:

“Essa fu bocciata principalmente con l’accusa della troppa rigidità della linea politica suggerita, la quale secondo queste obiezioni, avrebbe impedito libertà di movimento nelle situazioni che si sarebbero via via venute a creare.
La strada che noi indichiamo è invece esattamente il contrario di una linea politica rigida.
Cosa c’è di meno rigido infatti di confrontarsi con altri senza nulla di stabilito a priori, se non dei valori e degli obiettivi di riferimento?
Cosa c’è di meno rigido dello sperimentare e costruire insieme nuove forme della politica?
Cosa c’è di meno rigido del creare un percorso che sia un laboratorio in cui ognuno può portare idee, proposte, valori aggiunti?”

Bene: il documento presentato l’anno scorso (dicembre 2016), che fu anche illustrato con diversi interventi di approfondimento, fu anch’esso tacciato di essere una lunga marcia nel deserto e non solo ricevette pochi voti a favore, ma fu l’unico dei molti presentati a ricevere molti voti contrari.

Si scelse una strada diversa, legata a vecchi costituzionalisti, che dopo circa nove mesi estromisero autoritariamente quanti speravano in un’improbabile, se non impossibile apertura a nuovi metodi del fare politica e a obiettivi realmente alternativi. Esito ben prevedibile e da molti anche espressamente paventato.

Ma perché tutte queste rimembranze?
Per sottolineare che spesso in politica manca la lungimiranza e ci si muove dall’estremo di una eccessiva prudenza a quello di avventuristiche iniziative.
I veri percorsi di alternativa si costruiscono necessariamente, e purtroppo, nel tempo e con fatica. Da molte parti, da molti movimenti e in molte occasioni negli ultimi tre/quattro anni si è insistito sull’intraprendere questa strada.
Se si fosse iniziato allora, forse oggi si sarebbe già costruito qualcosa di solido e importante.

Ora molti dicono le stesse cose di cui ho scritto sopra e molti cercano di praticarle; ma – a parte il fatto che, oltre alla lungimiranza, un’altra qualità del fare politica è la tempestività – esse non potranno mai avere un esito positivo se preliminarmente non si sono stabiliti metodi e strumenti innovativi che ne permettano l’attuazione (e questo anche all’interno dei movimenti che le propongono) e poi se  le decisioni non sono TOTALMENTE prese da tutti e non calate dall’alto di un pacchetto che è di fatto confezionato da pochi, già precostituito attraverso un programma, che potrebbe anche essere seriamente emendabile, e anche rivoluzionabile, solo se ciò avvenisse attraverso i METODI e gli STRUMENTI di cui sopra e non solo con la solita serie di assemblee territoriali.

Non basta avere obiettivi giusti, alternativi e rivoluzionari se essi non camminano su binari che non siano viziati nemmeno da pur insignificanti difetti di verticismo che li fanno percepire, a torto o a ragione, come  qualcosa di troppo simile a tanti altri calati dall’alto e solo a scopi elettoralistici.
Oggi l’unica vera alternativa può nascere da una rigorosa fedeltà ai soli metodi e prassi che possono creare una VERA partecipazione attiva, democratica, orizzontale e inclusiva, a prova di qualsiasi obiezione.

In ogni caso auguri a chi ci prova, sperando sempre di sbagliarmi, nonostante tutto.

 P.S.
Teorema: la credibilità di un appello politico è inversamente proporzionale alla vicinanza alle elezioni.


Gian Luigi Ago

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web di riflessione e informazione culturale e artistica. Gestisce un blog culturale: gianluigiago.wordpress.com e un blog politico: gianluigiagora.wordpress.com Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Ha realizzato due album: "Verso le barricate del futuro" e "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org Siti musicali YouTube: - Gian Luigi Ago Video _ Dopostoria Gian luigi Ago CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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