Litanie assembleari

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Dal 1968 a oggi avrò partecipato a migliaia di assemblee e il rituale (perchè di questo si tratta) non cambia mai.
Si tratta di una sfilata di persone che danno sfoggio delle loro capacità oratorie e delle loro conoscenze su varie argomenti.
Ma il fatto è che parliamo di argomenti che tutti i partecipanti conoscono.

Così abbiamo “l’esperto” di economia che ci spiega per quaranta minuti che siamo schiavi delle banche e della grande finanza (come se non lo sapessimo..). Poi arriva “l’esperto” di lavoro e ci spiega, snocciolando cifre e percentuali, la precarietà del lavoro (come se non ce ne fossimo accorti..).
Arriva poi quello che sa tutto sul servizio sanitario e per circa una mezz’ora cerca di farci capire che la Sanità non funziona (ma va..?).
E così via su mille altri argomenti.

La conclusione è che le assemblee si tramutano in conferenze tematiche su cose che tutti conosciamo già e la parte che dovrebbe farci fare dei passi avanti, prendere delle decisioni, trarre delle conclusioni pratiche si riduce ai soliti cinque confusi momenti finali vissuti in maniera caotica tra gente che è già andata via per prendere il treno oppure continua stoicamente a far finta di seguire e interessarsi a cose che sono scontate e che se anche necessitassero di approfondimenti  avrebbero bisogno di sedi diverse.

Non ho mai assistito in vita mia a un’assembla in cui si inizia dicendo:
“Come stanno le cose lo sappiamo. Evitiamo lunghe e dettagliate analisi della situazione italiana, europea, mondiale e parliamo subito di cosa vogliamo fare concretamente per superare tutte le cose che non vanno”
Sarebbe già un passo avanti rispetto all’800, dove comunque erano senz’altro più operativi.

Ma queste messe laiche che sono diventate le assemblee continuano e sono visuute come il momento di più alta democrazia e decisionalità.
Eppure non è così: sappiamo che tra le varie forme democratiche l’assemblea è una delle meno democratiche, delle meno adatte a creare partecipazione e orizzontalità:
innanzitutto le assemblee si svolgono in date e ore precise e chi non può esserci, nè seguire lo streaming, è di fatto estromesso.
E’ indiscutibile che le assemblee sono quindi la palestra dei più attivi, di chi ha più tempo, degli estroversi, di chi ha più carisma e/o capacità oratorie, di chi fa parte di un’oligarchia riguardo a  temi complessi.

Sono di conseguenza il regno delle “deleghe”, del rinunciare a informarsi direttamente, a partecipare e a decidere; cose anche impossibili da fare in assemblee, quando siamo di fronte a centinaia o migliaia di persone interessate.
Le assembele regionali e territoriali non sono una soluzione a questo ma un ulteriore filtro che rimanda poi a deleghe, a coordinamenti o comitati esecutivi, organizzativi, se non addirittura decisionali.

Tutto questo non vuol dire che le assemblee vadano eliminate ma solo che non possono essere considerate il momento clou di progetti politici, ma una tappa tra tante che può costituire una fase, seppur molto parziale, di confronto e informazione.

Ma senz’altro la parte di proposte pratiche, discussioni, decisioni non può esaurirsi in una serie di noiose assemblee per quanto articolate in fasi territoriali.

Non possiamo restare all’Ottocento e al Novecento , a maggior ragione quando oggi abbiamo a disposizione strumenti che permettono di dar vita a proposte, discussioni, decisioni in grado di coinvolgere tutti indistintamente anche se ciascuno interviene in momenti e luoghi diversi.
L’Assemblea, una volta poteva essere l’unica soluzione: ma, anche se forse questo non conviene a chi vuole pilotare i processi politici, oggi è possibile superare i limiti insiti nella democrazia diretta e in quella rappresentativa.
A questo LINK ho cercato di spiegare come questo sia possibile.

Gian Luigi Ago

 

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web di riflessione e informazione culturale e artistica. Gestisce un blog culturale: gianluigiago.wordpress.com e un blog politico: gianluigiagora.wordpress.com Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Ha realizzato due album: "Verso le barricate del futuro" e "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org Siti musicali YouTube: - Gian Luigi Ago Video _ Dopostoria Gian luigi Ago CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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