Il carro davanti ai buoi (l’Italia è un paese di destra)

Molti sono convinti che la maggioranza degli italiani sia per la legalità, per la giustizia, per l’uguaglianza, per la difesa della Costituzione.
Purtroppo non è così. Viviamo in un paese che è sostanzialmente di destra,  sempre più razzista,  violento e intollerante.

Ecco perché falliscono tutti i tentativi di riunire la base sociale su questi temi, riuscendo a raccogliere intorno a sé solo una infinitesimale minoranza già “consensuale”.
E questo lo si verifica puntualmente nelle elezioni:
più gli obiettivi sono giusti, più i valori sono nobili  e più si verificano risultati con percentuali bassissime.

Questo dovrebbe indurre a qualche riflessione.
Possibile che nessuno sia stato mai sfiorato dal dubbio di avere analizzato male la realtà e non aver capito quale sia il metodo per creare consenso intorno a princìpi che potremmo ancora chiamare (filosoficamente) di sinistra, e non “della Sinistra“?
A nessuno viene in mente che oggi si debba cambiare metodo?

Non si può raccogliere consenso da una base sociale che in maggioranza non crede in quello che proponi.
E allora è inutile continuare a proporre liste elettorali che propongono cose “giuste” o temi “più che giusti” come ad esempio la difesa e l’attuazione della Costituzione, quando non c’è chi li recepisce.

Si sta praticamente mettendo il carro davanti ai buoi.
Le elezioni servono a raccogliere il consenso sui propri ideali, obiettivi, programmi.
Ma se il consenso non c’è, cosa si pensa di raccogliere?
Il consenso va prima creato per poter essere raccolto.
Se non si coltiva qualcosa su un campo incolto non si avrà mai un raccolto.

Da anni la base sociale è devastata e si è realizzata quella massificazione e omologazione verso il basso che Pasolini aveva profetizzato.
Oggi la base sociale non ha più una coscienza politica; la rabbia, la frustrazione, la disillusione, la disperazione non si traducono più in un progetto politico ma in un aggrapparsi a slogan violenti, razzisti che si propongono come salvifici.

E la risposta di chi dovrebbe portare avanti un vero cambiamento alternativo allo stato delle cose è invece sempre lo stesso.
Il carro davanti ai buoi, si diceva:
oggi il lavoro da fare è quello che molti propongono, inascoltati da anni: serve un lavoro lontano da elezioni, dall’agone politico fatto di liste, programmi, candidati, leader.
E invece si recita sempre il solito stantio rito e addirittura ci si lamenta di non avere avuto visibilità nei talk show o sui giornali, come se da lì e attraverso elezioni, con risultati già scontati, si potesse raccogliere consenso, magari in un solo mese di campagna elettorale oppure, ancora più utopicamente, con una progressiva scalata elettorale.

Occorre ripetere: il consenso non si raccoglie se non lo si costruisce; e lo si costruisce lavorando casa per casa, paese per paese, individuo per individuo.
Un lavoro di educazione politica, che riporti la gente a proporre, elaborare e  decidere, che non significa andare a votare, ma essere artefici di ciò che poi, in futuro, si andrà a votare.

Si è detto più volte: un progetto lungo e difficile ma l’unico possibile. Più tardi si comincerà e più tardi si compirà.
Abbiamo già perso cinque anni a lasciare inascoltate proposte di questo tipo e ancora si insiste su percorsi già falliti. E si continua a non capire che oggi la differenza non la fanno tanto gli obiettivi, quanto la linea strategica, il metodo, gli strumenti, il tipo di percorso.

Quo usque tandem?

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web www.ilviziodelpensiero.it sito di riflessione e informazione culturale e artistica. Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Nell'ottobre 2011 ha realizzato il cd-demo"Verso le barricate del futuro" contenente sette sue composizioni inedite. Sta lavorando a un album dal titolo "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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