Archivi del mese: maggio 2018

E’ così difficile capire?

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È così difficile capire che Salvini e Di Maio hanno sempre saputo che governando sarebbero durati poco e avrebbero perso voti non riuscendo a realizzare le promesse non avendo nemmeno coperture finanziarie e maggioranza sicura al Senato?

È così difficile capire che con lo stop al governo invece hanno già in mano la campagna elettorale col tema centrale, anzi unico, della risposta al furto di democrazia, uscita dall’Europa contro i poteri forti, ecc. già pronto?

È così difficile capire che ora fanno gli incazzati ma in privato stanno brindando perché raddoppieranno i voti e non li fermerà più nessuno?
Almeno Salvini perché Di Maio sarà soppiantato da Dibba e il M5S o diventerà un satellite del centrodestra o tornerà all’opposizione?

È così difficile capire che, se anziché Savona avessero accettato all’Economia Giorgetti, il n.2 della Lega, avrebbero potuto fare ugualmente la politica economica che era quella di Savona?

È così difficile capire che Mattarella ha aspettato per mesi i comodi di questi due, il loro prendere tempo, le loro bozze, il tempo perso a fare votare il contratto su Rosseau e nei gazebo e invece loro non si sono smossi su un nome, cosa che avrebbe permesso loro di governare comunque senza alcun cambiamento di programma?

È così difficile capire che gli italiani li hanno votati in base a una campagna elettorale con un programma dove mai si parlava di uscita dall’euro e che poi si sono trovati un contratto che invece vi alludeva?

E così difficile capire che hanno stilato un contratto con aberrazioni costituzionali come, per fare solo due esempi, la cancellazione dei diritti dell’art. 3 e dell’art.53 e poi chiedono l’impeachment per Mattarella?

E’ così difficile capire che lo strapotere della UE non potrà mai essere messo in discussione da un governo di destra come la Lega e da inetti come Di Battista che sanno solo battere i pugni sul tavolo?

È così difficile capire che hanno preso tre o quattro piccioni con una fava?

È così difficile capire chi sta lucrando sulla giusta rabbia del popolo?

E’ così difficile capire chi usa chi?

E’ proprio così difficile capire?

 

Gian Luigi Ago

 

 

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Il bluff di Salvini e l’inettitudine del M5S

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Tutti si domandano chi vincerà il braccio di ferro su Paolo Savona.
Se non si arriverà a uno spacchettamento del Ministero dell’Economia in Ministero del Tesoro e Ministero della Finanza e il nome di Savona sarà rifiutato sic et simpliciter, a vincere sarà Salvini che in realtà sta bluffando e lavorando per arrivare a questa rottura, andare al voto con una campagna elettorale centrata sui “cattivi” che hanno impedito il governo di cambiamento e arrivare a un consenso che oscilli tra il 25 e il 28%, quote a cui già oggi si avvicina nei sondaggi.

A questo punto sarà chiara anche la totale inettitudine dei poltronari del M5S che erano pronti ad allearsi anche con Belzebù pur di andare al governo.
Già ora il M5S pur avendo il 32% ha dato vita a un governo con un programma sostanzialmente leghista e appare in ombra rispetto alla Lega, soprattutto Di Maio rispetto a Salvini, il tutto mentre Di Battista già annuncia che in caso di voto si ricandiderà.
Meglio avrebbe fatto il M5S, dal suo punto di vista, a prendere atto del no ricevuto dal 68% degi italiani votanti e aspettare di crescere ancora; cosa che sarebbe senz’altro accaduta stando all’opposizione di un qualsiasi altro governo.
Se si andrà di nuovo al voto, come spera la Lega, il M5S è invece destinato a perdere voti e il centrodestra, che già era al 37%, potrebbe addirittura diventare autosufficiente.

A quel punto il M5S non servirebbe più e sarebbe confinato di nuovo all’opposizione di un governo Lega, FI, FdI a guida Salvini.
Sul caso Savona non si gioca, come molti credono, un’emancipazione dalla UE, emancipazione che non potrà mai essere possibile con un governo di destra; si gioca invece la solita battaglia poltronista e di leadership del governo.
Altro che cambiamento e terza repubblica…

Gian Luigi Ago


Forma e sostanza nel governo gattopardesco

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Col nuovo governo cambia un po’ di forma ma non la sostanza.
Certo, la forma e anche il rito, soprattutto a livello istituzionale, sono anche sostanza: se Conte si fosse presentato al Quirinale in bermuda a fiori forse sarebbe stato troppo “rivoluzionario”.
Per ora abbiamo solo la terza carica della Stato che alla commemorazione per la strage di Capaci, ascolta l’inno nazionale con le mani in tasca e aria un po’ ennuyé. E’ già un inizio..

Ma è la sostanza che non cambia; nonostante quello che ne pensano i numerologi, in realtà siamo fermi alla prima repubblica, al partitismo nella sua versione più avanzata, alla base sociale intesa solo come bacino elettorale, a un governo che attuerà misure anticostituzionali come il definitivo svuotamento dell’art.53; però come “forma” si dichiarano avvocati difensori della costituzione e ora anche del popolo italiano che li ha solo votati ma, dopo il 4 marzo, non ha più avuto e non avrà più voce in capitolo.

Appunto la sostanza, rispetto al passato, non cambia se non in peggio.
Si pensi solo che avremo un Ministro degli Interni, che non rispetta ideologicamente e politicamente l’art. 3 della Costituzione.
Costui sarà membro del Consiglio Supremo della Difesa e sovraintenderà all’ordine pubblico. La Polizia di Stato sarà ai suoi ordini.
Sarà curioso vedere cosa succederà quando ci saranno manifestazioni popolari nelle piazze, come si comporterà la Polizia in queste situazioni, come si confronterà con i centri Sociali, le Case della Cultura, le occupazioni.
Già a Roma gli sgomberi sono iniziati a iniziare dalla Casa delle donne.

E tra le funzioni del Ministro degli Interni ci sarà quella di garantire i diritti civili, ivi compresi quelli delle confessioni religiose, della cittadinanza, dell’immigrazione e del diritto d’asilo.
Immagino già come si adopererà per garantire accoglienza agli immigrati, sicurezza ai rom, libera espressione religiosa agli islamici.

Questo è il cambiamento che garantirà il nuovo Presidente del Consiglio che proviene da Confindustria, che ha già rassicurato l’osservanza dei trattati europei, della nostra collocazione nello scacchiere internazionale.
Gli unici cambiamenti che farà questo governo sarà a livello propagandistico: taglio di qualche privilegio, qualche manovra demagogica a costo zero
Niente di rivoluzionario quindi.
Sarà quando si tratterà di reddito di cittadinanza, pensioni, flat tax, manovre economiche che capiremo quanto le nostre tasche saranno di nuovo svuotate, come sempre è successo, e come sarà per loro necessario tagliare servizi essenziali come la sanità.

Incompetenza, populismo, razzismo e approssimazione, unite a ignoranza e presunzione faranno il resto.

Il peggior governo della nostra vita, ma stringiamoci forte che nessuna notte è infinita…

Gian Luigi Ago

 

 


Il nuovo governo non incrinerà la Ue ma anzi la rafforzerà

I

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Sono convinto che la UE uscirà rafforzata dal governo gialloverde, per quel poco che un governo italiano possa influire e contare nell’assetto europeo.

Chi pensa che ora si apriranno varchi allo strapotere della UE non ha chiaro quanto sia controproducente il tipo di anti-europeismo di questo governo e di quanto, di pari passo, ritroverà fiato la parte più deleteria del nostro quadro istituzionale; cambiamento non significa sempre produrre miglioramento ma spesso restaurazione e mettere ulteriori bastoni tra le ruote di possibili progetti di cambiamento.
Questo perché non tutte le strade portano a Roma e non tutti gli assalti al Palazzo sono destinati a riuscire.

Coloro che credono che questo governo possa essere un passo avanti e non due, o più, indietro, non riescono ad avere uno sguardo di insieme, gioiscono solo di quanto ci si è liberati, come se a un male seguisse automaticamente un bene e molti credono a questo anche e soprattutto per cercare di auto-assolversi e per non ammettere lo sbaglio e la conseguente responsabilità di un voto che hanno espresso illudendosi che potesse essere “utile”

Gian Luigi Ago


Il governo carioca del “premier” travicello

 

TRAVICELLO

Gli ex “anti-partiti” del M5S ci consegnano un governo che è il trionfo del partitismo e dell”accaparramento di poltrone, cercate a qualsiasi costo e pronti ad allearsi con chiunque fosse disponibile, e un Presidente del Consiglio “travicello” che, in spregio alla Costituzione (e in particolare all’art. 95) è l’esecutore di un programma di governo che due partiti hanno scritto senza di lui.

Un programma che altro non è che è un affastellamento di cose, spesso contraddittorie e mediate, che non sono tenute insieme da una precisa “vision” politica ma che sono sostanzialmente una serie di slogan e propositi, spesso di stampo razzista e quindi anticostituzionali, che non danno garanzie sulle coperture economiche.

Inoltre, sempre ignorando la Costituzione, il Presidente del Consiglio travicello non ha individuato e scelto i ministri ma si è fatto da loro passare una lista fatta precedentemente dai due partiti stessi.
Il trionfo di quel partitismo che i pentastellati dicevano di voler distruggere.

Dov’è in tutto questo la trasparenza, le dirette streaming, il volere del popolo, la democrazia diretta tanto decantati?
Anche chi ha votato per i 5stelle non lo aveva fatto certo pensando a un governo carioca e guidato da un illustre sconosciuto e digiuno di esperienze politiche.

Pensiamo poi che potremmo avere un Ministro degli Interni che non considera le persone che vivono sul territorio italiano portatori di uguali diritti ma li divide in categorie di privilegiati e non.
Insomma siamo di fronte al punto più basso della nostra democrazia parlamentare e istituzionale in genere.

Certo, il cambiamento c’è stato; ci fu anche dopo la repubblica di Weimar con l’avvento del nazismo, uscito da regolari elezioni in cui il popolo votò il Partito nazionalsocialista di Hitler.
Nessuno nega che oggi ci sia un cambiamento; il problema è che si tratta di un cambiamento in peggio e foriero di grandi danni al Paese.

Ed è molto improbabile che Mattarella abbia il carisma per dire un no perentorio a un siffatto governo pieno di contraddizioni e di strappi istituzionali alla Costituzione.

Gian Luigi Ago

 


Gialloverde? (bravi: avete votato proprio bene…)

Alcuni ancora pensano che i 5 Stelle siano comunque meglio (anche solo un po’) di Lega, Forza Italia e PD, essendosi lasciati abbagliare (senza offesa) dallo story telling del cambiamento e da alcuni obiettivi positivi (ma non capendo che sono sostituibili da altri opposti in qualsiasi momento, secondo la logica grillina, basata tra l’altro su non-antifascismo e non-antirazzismo ).

Ora pare arrivi il governo gialloverde (come il vomito…) con la forma della “non partecipazione benevola” di Forza Italia. I voti di Berlusconi saranno determinanti e d’improvviso diventano qualcosa che non olet… più.
Berlusconi sceglie questo passo di lato e subito i toni di Di Maio e Co. passano da accuse di male assoluto a quelli di ragionevolezza.

Ricordino tutti quelli che hanno dato loro il voto ai 5 Stelle (per qualsivoglia motivo) e soprattutto quelli che si dichiarano di sinistra ma omettono di dire che automaticamente col voto si sono dichiarati non-antifascisti e non-antirazzisti: il passo fatto da Berlusconi non è gratis; l’ex Cavaliere non ha mai fatto nulla gratis.
E molti di quanti hanno espresso questo voto sono gli stessi che gridavano scandalizzati alla “non partecipazione benevola” di Verdini al PD.

Qualcuno parla di terza Repubblica ma in realtà siamo ancora all’inizio della prima. Ritenetevi responsabili (lo dico benevolmente) di quello che succederà nella politica italiana da ora in poi.

Aspettiamo ansiosi l’abolizione della Legge Fornero e una legge sul conflitto di interessi di Berlusconi.
Cose che non vedremo mai, e che Di Maio, dopo averle annunciate pochi giorni fa. dimenticherà in fretta.
Ora vedremo la grande Rivoluzione grillina con Salvini e Berlusconi.
Grazie a quanti hanno votato M5S

Gian Luigi Ago