Opporsi senza ipocrisie al Decreto in/Sicurezza, art.13

art.13

Riassumiamo cosa prevede l’art. 13 del famigerato Decreto (in)Sicurezza del governo Conte.
Diciamo subito che è Conte il responsabile principale (se non unico) del decreto, in quanto Presidente del Consiglio, seguito poi dagli altri ministri e da quanti hanno votato il decreto in Parlamento.
E’ ora di sfatare la favoletta di un Conte moderato, di un Salvini cattivo e di un Di Maio buono e quella della possibilità di creare dialoghi presenti o futuri con alcuni esponenti più “moderati” di questo governo.
Chi non era d’accordo, avrebbe dovuto lasciare prima Governo e relativa appartenenza partitica; ormai costoro non possono più considerarsi moderati, al massimo complici convinti; e tutti sarebbero condannati in pari misura in un’ipotetica Norimberga morale.

Ma torniamo all’art. 13: esso prevede la negazione ai richiedenti asilo dell’iscrizione all’anagrafe, cosa che comporta, contro lo spirito della Costituzione, la negazione di diritti essenziali quali quello alla casa, l’accesso all’istruzione e alla sanità. Inoltre la chiusura dei porti crea la violazione di decine di norme internazionali sui diritti umani, quelle sul soccorso “senza indugio” in mare e di un fondamentale senso di umanità e solidarietà, base della convivenza civile.
Inoltre è la stessa sicurezza che viene minata: avremo un esercito di senza diritti che non potrà avere casa, lavoro, assistenza sanitaria e che facilmente saranno preda di sfruttatori e associazioni criminali.

A fronte di tutto questo non ci si può nascondere dietro la sacralità della Legge. Erano legali anche le leggi razziali, era legale quanto fatto al G8 di Genova.
Il dissenso, l’obiezione di coscienza, la disobbedienza civile sono forme di pratica democratica; la convivenza non è solo un fatto giuridico ma, e soprattutto, politico, sociale, umano.

E poi con la rassegnazione alle leggi ingiuste non c’è la possibilità di fare in modo che anche la Legge si adegui al volere popolare, volere che non si esplica solo con il voto, che ne costituisce solo una parte, e per giunta come fase finale.
La politica si fa denunciando, anche in modo provocatorio e di disobbedienza, le ingiustizie.
La Storia ci insegna che in casi estremi si è ricorso anche alle armi, come nella Resistenza. Ovviamente non è questo il caso ma serve a far capire che il metodo di opporsi alle ingiustizie e alle aberrazioni giuridiche serve al cambiamento politico e a dare una spinta inevitabile anche alle procedure istituzionali di modifica o abrogazione di leggi ingiuste.

Pararsi dietro il luogo comune che le leggi vadano sempre rispettate, e che si debba in silenzio aspettare che vengano cambiate con le dovute procedure, significa negare alla base sociale, ma anche istituzionale, la possibilità di manifestare un dissenso in diverse forme (anche di disubbidienza) e impedire la creazione di coscienza sociale e politica che si può attuare evidenziando le ingiustizie e favorendo, di conseguenza, processi di costruzione di alternativa democratica.

Gian Luigi Ago

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Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web di riflessione e informazione culturale e artistica. Gestisce un blog culturale: gianluigiago.wordpress.com e un blog politico: gianluigiagora.wordpress.com Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Ha realizzato due album: "Verso le barricate del futuro" e "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org Siti musicali YouTube: - Gian Luigi Ago Video _ Dopostoria Gian luigi Ago CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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