Archivi del mese: marzo 2019

Parte la follia del Reddito di cittadinanza

reddito di cittadinanza

Si parte con il Rdc: meno di due milioni di disoccupati e poveri  (non 5 milioni come il M5S racconta) a cui viene tolto l’assegno Naspi che permetteva di trovare lavoro tramite agenzie specializzate, rischiano di non trovarlo più se, incappando in uno dei cervellotici paletti stabiliti per l’accesso al Rdc, ne rimanessero fuori.

Intanto si aspetta di assumere migliaia e migliaia di navigator, che sono praticamente dei disoccupati, senza alcuna competenza nel settore, che devono , in collegamento con i centri per l’impiego, trovare lavoro ad altri disoccupati… attraverso un meccanismo contorto e ricattatorio verso l’aspirante lavoratore.
E questo ignorando che le aziende oggi assumono quasi tutte direttamente, consultando profili e curriculum, senza passare dai centri dell’impiego, che a loro volta sono impreparati a questa folle innovazione.

C’è poi la confusione tra le competenze tra Inps, Regioni e altri enti e il probabile favore fatto a molti furbetti che intanto lavoreranno in nero.
Ci saranno controlli su questo, dicono i grillini, come se la Guardia di Finanza fosse attrezzata per poter controllare milioni di persone solo per il Rdc.

E, last but not least, si controlla la libertà personale, obbligando chi usufruirà del Rdc a fare acquisti solo da una lista preparata dal governo, prescindendo dai reali bisogni da soddisfare, diversi per ogni individuo.

Insomma, la possibilità di inserimento nel mondo di lavoro tramite questa operazione è veramente minima. Se il Rdc fosse stato solo un sussidio ai cittadini della fascia di povertà, poteva avere una natura di sostegno, ma ciò che lo rende una pura follia è pensarlo come un aiuto all’occupazione, investendo soldi in un progetto improvvisato, carente nelle capacità di attuazione, che toccherà meno di un terzo dei richiedenti, come afferma lo stesso governo.

Tutto questo deviando gli investimenti dall’aumento di posti di lavoro e chiamando “reddito di cittadinanza” una cosa che tale non è; basta confrontare quello che succede nei Paesi dove davvero c’è un reddito di cittadinanza.

Gian Luigi Ago

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