Caro grillino… how does it feel?

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Caro grillino ti scrivo, così mi distraggo un po’…

Le  interlocuzioni tra noi iniziarono sei anni fa, quando vi apprestavate a entrate in Parlamento intercettando la giusta rabbia, i disagi, l’insofferenza della base sociale.
Si usciva da quasi un ventennio di berlusconismo seguito da un Governo Monti fatto di sacrifici.
Voi con i vostri “vaffanculo”, con i vostri slogan, con le comiche di Grillo vi ponevate come un partito rivoluzionario.

Ricordate?
Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno”, “Vi manderemo a casa a calci in culo”, “No ai politici”, “No alla Ka$ta”, “Basta con i privilegi” “Honestà, Honestà”, “Mai alleanze”, “Mai col Pd”.

L’italica tendenza a dar retta agli imbonitori vi decretò un grande successo che vi portò in Parlamento dove passaste cinque anni in inutili sceneggiate di opposizione: salivate sui banchi e sui tetti del Parlamento, vi perdevate a contare e catalogare gli scontrini di ogni caffè bevuto, nello spirito di un malinteso senso di “Honestà”.

Voi eravate quello diversi, nuovi, giovani, entrati nell’agone politico per distruggere il sistema dall’interno.

Io da subito vi avversai, anche quando molti “compagni” di sinistra provavano per voi simpatia, parlavano di possibili alleanze, di punti in comune, dimenticando che la politica si fa muovendosi su due assi cartesiani: tempestività e lungimiranza nelle strategie politiche.

Io invece vi dicevo che sareste diventati come gli altri, che non avreste cambiato niente.

Cinque anni inutili che portarono il PD a governare toccando alle Europee un record da voi mai raggiunto: il 40% di voti.
Ovviamente il PD divenne il vostro avversario principale: il partito delle banche, delle lobby europee, ladri, mafiosi, assassini (sì, diceste addirittura questo), servi dell’Europa di Merkel.

Intanto pian piano cambiavate: le dirette streaming sparivano, sostituite, come oggi, da incontri nelle segrete stanze, con le solite non-risposte ai giornalisti in perfetto stile democristiano; una gestione padronale con espulsioni per chi si opponeva al volere del Capo politico. Sì lo avete chiamato così: “Capo” (Padrone, sembrava anche a voi troppo eccessivo); voi per cui a decidere dovevano essere  gli attivisti, l’uno vale uno.. voi ormai relegati al simulacro di democrazia della piattaforma Rousseau, con domande fatte apposta per essere semplici ratifiche di decisioni prese dal vostro Capo.

Ma, come in tutte le sette o religioni, a cui si aderisce non per logica, ma in maniera fideistica, voi continuavate a giustificarli, arrampicandovi sugli specchi anche quando tutte le false e propagandistiche promesse iniziali venivano smentite, anche fino a ieri, quando avete giustificato un governo fascio-razzista che ha calpestato Costituzione e diritti, e non lo avete fatto in maniera critica, in quanto avete rivendicato e votato tutte le aberrazioni di Salvini, arrivando a salvarlo dal processo con tanto di ratifica su Rousseau, voi che eravate contro i privilegi dei politici… E il primo a farlo è stato il Presidente Conte, che ora passa dal gialloverde al giallorosè senza un minimo di vergogna.

Quando vi dicevo che eravate come gli altri, Ka$ta come loro, quasi mi deridevate, quando vi dicevo che vi interessavano solo le poltrone e che sareste arrivati ad allearvi col PD (e ve lo dicevo già sei anni fa), sorridevate come se fossi talmente prevenuto contro di voi da dire cose fantascientifiche, impossibili.

Cari grillini, ora ci siete arrivati.
Come ci si sente? How does it feel? (come direbbe Dylan)

Come ci si sente ad essere insieme al Pd? E non con un contratto in cui ognuno porta alcuni dei suoi punti ma con un programma scritto e condiviso insieme, una totalità di intenti.

Come ci si sente ora che dividete programma, governo e visione politica col Pd, quello che, come scrivevo prima, chiamavate il partito delle banche, delle lobby europee, ladri, mafiosi, assassini, servi dell’Europa di Merkel e ultimamente il Partito di Bibbiano che vende i bambini?

Ora siete una cosa sola e governate con loro.
Come ci sente?  How does it feel?

Troverete ancora giustificazioni, scuse, vi arrampicherete ancora sugli specchi o finalmente proverete un po’ di vergogna e capirete che per sei anni vi ho detto puntualmente quello che sarebbe comunque accaduto?

Tutto ha una fine e il M5S non ha nemmeno iniziato: il cambiamento non lo avete realizzato e non lo realizzerete nemmeno con questo matrimonio per voi contro natura ma che, come vi avevo sempre detto, in realtà era la normale conclusione di chi puntava solo a far parte della Ka$ta.

Come ci si sente davvero dentro di voi?

Vi ricordate i primi tempi?
Vi ricordate il vostro entusiasmo ai comizi di Grillo?
Vi ricordate il disprezzo verso l’estabilishment?
Vi ricordate i pesci in faccia a Bersani che vi chiedeva, non un’alleanza ma di appoggiare dall’esterno alcuni suoi punti che erano anche nel vostro programma?
Vi ricordate l’orgoglio che sentivate ad essere qualcosa di diverso dai “politici”?Vi ricordate quando dicevate: “Nessuna alleanza, governeremo da soli quando arriveremo al 51%”?

Come ci si sente ora?
Davvero dentro di voi non sentite di essere diventati diversi da allora?
Come vi sareste sentiti se vi avessi detto allora che avreste votato all’80% un governo abbracciati al PD?

Se avete davvero stomaco votateli ancora, pur di non ammettere che per sei anni avete seguito un partito che era il contrario di quello che avevate veramente creduto. Chi lo ha capito sta già coerentemente abbandonando l’ex…movimento.

Lo so: non ammetterete mai che sognavate qualcosa di diverso, che i vostri “ideali” sono finiti mischiati insieme a quelli di Franceschini e Boccia col consenso del vostro primo promotore: Matteo Renzi.

Però, almeno dentro di voi, rispondetevi:

Come ci si sente? How does it feel?

Gian Luigi Ago

 

Informazioni su Gian Luigi Ago

E' tra i soci fondatori dell'Associazione politica "Primalepersone". Dal 2009 è Presidente dell'Associazione Culturale "Il vizio del pensiero" di cui gestisce il sito web di riflessione e informazione culturale e artistica. Gestisce un blog culturale: gianluigiago.wordpress.com e un blog politico: gianluigiagora.wordpress.com Come cantautore ha composto alcune canzoni che hanno come riferimento la tradizione della canzone d’autore. Ha realizzato due album: "Verso le barricate del futuro" e "Dopostoria" Nel 2013 ha rappresentato, insieme a Claudia Bellucci, l'Italia al Festival Europeo della Canzone d'Autore svoltosi a Vilnius, organizzato dal Ministero della Cultura della Lituania. Insieme a Claudia Bellucci ha realizzato il sito web "Poesia come eresia", sito ufficiale del poeta pesarese Gianni D'Elia. http://www.giannidelia.altervista.org/ Si interessa di teatro, letteratura, musica d’autore italiana, sulla quale ha condotto diverse trasmissioni radiofoniche monografiche su emittenti regionali. Ha pubblicato sul web diversi interventi tematici e critici legati alla musica d’autore. Insieme a Claudia Bellucci e Eugenio Alfano ha realizzato la “Lezione-spettacolo sul Teatro Canzone di Gaber e Luporini”, un’analisi approfondita della genesi, dei meccanismi, delle tematiche, dei riferimenti letterari, filosofici, storici e sociologici che hanno attraversato gli spettacoli di Gaber; la Lezione-spettacolo è stata tenuta in Università, Scuole Superiori, Auditorium, Circoli culturali e Teatri. E’ autore di poesie e monologhi, tra cui quelli dello spettacolo “In direzione ostinata e contraria”, dedicato a Fabrizio De Andrè, realizzato e portato in scena, sotto la sua direzione artistica, insieme a Giulio D'Agnello. Ha scritto lo spettacolo "La stessa rabbia, la stessa primavera" dedicato a Fabrizio De Andrè, portato in scena con il cantautore Massimo Blaco, Claudia Bellucci e Veronica Balzani. Ha realizzato e portato in scena, insieme a Claudia Bellucci, Massimo Blaco e Pino Nastasi, il concerto "Appunti sulla canzone d'autore" con canzoni di musica d'autore italiana Ha realizzato con il gruppo “Compagni di viaggio”, con cui collabora come cantante e chitarrista, lo spettacolo “I sentieri di Utopia” con canzoni di lotta, impegno e speranza e il concerto "No, è un ukulele" con classici della canzone arrangiati per ukulele. E’ presente su Facebook, Twitter e Myspace con il suo account personale e con quello dell’Associazione Culturale “Il vizio del pensiero” Sito web personale: www.agocanzonedautore.altervista.org Siti musicali YouTube: - Gian Luigi Ago Video _ Dopostoria Gian luigi Ago CONTATTI: Email: ago.gianluigi@libero.it Vedi tutti gli articoli di Gian Luigi Ago

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